Qual è il costo del Consulente Finanziario Indipendente?

Il costo del consulente finanziario indipendente è sempre nettamente inferiore rispetto al costo che il cliente paga, senza esserne consapevole, in banca o dal promotore finanziario di fiducia. Da statistiche ufficiali emerge infatti che il cliente di una banca o di una rete di promozione finanziaria paga mediamente tra il 2,50% e 3% con punte anche superiori. Nemmeno il Rendiconto dei Costi previsto dalla Normativa Mifid 2, purtroppo, ha contribuito a fare chiarezza.

La consulenza finanziaria indipendente è un servizio personalizzato, impostato su obiettivi ed esigenze dei nostri clienti.

Pertanto non esiste nulla di standardizzato. Noi non vendiamo, né collochiamo prodotti, come viceversa accade in banca o per le reti di promozione finanziaria.

Nella consulenza continuativa la parcella è stabilita in percentuale in base al patrimonio oggetto della consulenza e non supera mai l’1% annuo. Il Compenso è determinato al momento della stipula del contratto annuale di consulenza.

Costo del consulente finanziario indipendente
Nel caso di consulenza una tantum, invece, il costo dipende dalla complessità della consulenza o è determinato su base oraria.

Essendo pagato esclusivamente a parcella (fee only), il consulente finanziario indipendente non percepisce provvigioni da banche, compagnie assicurative, Sim e Sgr. Consiglia ai propri clienti solo i  migliori fondi comuni e Sicav (con rating cinque stelle). A ciò si aggiungono i più efficienti (Etf, Etc). Il tutto si traduce in un notevole risparmio di costi (dall’1% al 3% annuo).

Purtroppo il risparmiatore spesso non ha la percezione dei costi palesi ed occulti effettivamente sostenuti. I Fondi comuni consigliati dalle banche ma anche le gestioni patrimoniali e polizze assicurative sono molto costose ed inefficienti. Ciò si traduce col passare degli anni in una sommatoria di costi elevatissima, che riduce fortemente le performance del Portafoglio. 

John Bogle, fondatore di Vanguard, ha definito i costi sostenuti durante l’investimento come dei “mangiatori di rendimento” in grado di creare  la cosiddetta “Tirannia dell’interesse composto“.

La parcella del consulente finanziario indipendente si “paga da sé”, anzi si traduce in un risparmio di costi che cresce all’aumentare del patrimonio del cliente.

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