Fondi comuni a cedola: ennesimo conflitto d’interessi

da | Ott 23, 2013 | Educazione Finanziaria | 0 commenti

Fondi comuni a cedola sono dei fondi comuni di investimento che investono prevalentemente in obbligazioni e titoli di stato.

I fondi comuni a cedola si caratterizzano per avere:

  • una scadenza predefinita che generalmente è di 4-5 anni;
  • lo stacco periodico di una cedola;

La cedola può essere variabile oppure predeterminata, ossia di un ammontare fisso. Generalmente è pagata con frequenza semestrale o annuale. Ma attenzione, come si legge sui documenti informativi dei fondi “l’importo da distribuire potrà anche essere superiore al risultato di gestione del Fondo (variazione del valore della quota). In tal caso, la distribuzione rappresenterà un rimborso parziale del valore delle quote”.

Insomma, se la gestione del fondo produce un guadagno almeno pari all’ammontare della cedola, questa rappresenta la distribuzione di un profitto. In caso contrario viene distribuita rimborsando il capitale. 

Il Sole 24 Ore ha pubblicato un articolo relativo ai fondi comuni a cedola. Negli ultimi tempi, sono balzati in testa alle classifiche italiane di sottoscrizione fondi. I motivi per cui sono sottoscritti è legato al solito conflitto d’interessi tipici del mondo bancario. E allasimmetria informativa nei confronti degli investitori che si fidano ed acquistano tutto ciò che è proposto allo sportello..

A banche e promotori è riconosciuto da parte dei gestori delle Sgr un anticipo commissionale per incentivarne il collocamento.
In pratica la società di gestione (Sgr) aggancia al fondo una commissione di uscita o di rimborso ed un vincolo temporale. Ciò significa che gli investitori devono tenere in portafoglio i fondi per un periodo tra i tre e cinque anni per evitare di subire una penale piuttosto salata per l’uscita anticipata. Tale penale si riduce col passare degli anni, sino ad azzerarsi se viene rispettato l’orizzonte temporale previsto contrattualmente.

E’ evidente che tutto questo crea fenomeni distorsivi. Le banche, per motivi di redditività, tendono a spingere il collocamento dei fondi comuni a cedola a scapito dell’interesse dei loro clienti.  Questo è confermato dai dati di raccolta pubblicati ogni mese dalle Sgr italiane.

Gestielle ed Arca, ad esempio, hanno subito forti deflussi molto prima della scadenza dai fondi collocati tra giugno 2011 e novembre 2012 e dall’altro lato registrano forti sottoscrizioni relative ai nuovi fondi con cedola in collocamento. In questo modo gli investitori pagano per uscire prima della scadenza dai vecchi fondi e pagano nuovamente per le nuove emissioni.

Alla fine dunque doppio esborso per i clienti e doppi guadagni per chi li colloca, alla faccia della trasparenza!

Noi di Consulenza Vincente riteniamo che, tranne pochi casi, il collocamento di tali fondi sia solo una manovra commerciale per lucrare forti commissioni a scapito degli investitori.

Fabrizio Taccuso 

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Fondi comuni a cedola

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