Ha senso sottoscrivere polizze assicurative ramo vita?

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Polizze assicurative ramo vita
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Le polizze assicurative ramo vita hanno ottenuto senza dubbio un notevole  successo di vendita negli ultimi anni.

Ciò è dovuto principalmente a due motivi:

  • per gli intermediari rappresentano una fonte di business senza paragoni a tutti i livelli (dalle società prodotto a scendere fino alla distribuzione);
  • ai risparmiatori consentono di prendere posizione su mercati rischiosi. Promettono di corrispondere il rendimento di un paniere di titoli o indici (Index Linked) o di una selezione di fondi comuni d’investimento (Unit Linked), senza per questo rischiare alcunché, in quanto il capitale viene comunque garantito alla scadenza.
Polizze assicurative ramo vita
Polizze assicurative ramo vita

Purtroppo, ogni tanto, quest’ultima affermazione viene messa in discussione per due ordini di circostanze diverse:

  • alcune polizze, vendute  a migliaia di risparmiatori, sono garantite da soggetti finiti in default  (Lehman, Banche islandesi);
  • altre polizze di tipo Unit Linked, sin dall’origine, non prevedono affatto la garanzia del capitale (salvo, a volte, in caso di morte dell’assicurato). Pertanto devono essere assimilate a vere e proprie gestioni patrimoniali, con un soggetto in più, la Compagnia Assicurativa che lucra un ulteriore 3-3,5% annuo (oltre alla Sgr che gestisce i Fondi).

Da questa introduzione è facile desumere che, in linea di massima, con poche eccezioni. Ci riferiamo alle Polizze assicurative ramo vita emesse qualche anno fa con Gestione Separata al tasso tecnico del 3-4%.

Noi consulenti finanziari indipendenti consigliamo ai nostri clienti di stare alla larga da questo genere di prodotti.

I motivi di tale idiosincrasia sono legati principalmente alla struttura dei costi e quindi alla totale inefficienza per il cliente. Il “valore aggiunto” è solo a favore della controparte.

Spesso la somma dei costi supera il rendimento statistico atteso dalla struttura finanziaria che ci sta dietro.

In generale, quando una rete bancaria o un promotore, il cui mestiere è collocare prodotti, propongono una polizza, o qualsiasi prodotto, è bene che ti poni pochi ma essenziali quesiti:

  • risponde ad un tuo reale bisogno? (quindi prima è necessario individuarli questi bisogni);
  • hai ben compreso le caratteristiche e la struttura finanziaria sottostante, oppure è così complessa e macchinosa da risultare incomprensibile?
  • hai letto attentamente il prospetto informativo (non la scheda sintetica)?
  • Sei ben consapevole di quanto ti viene a costare a livello di caricamenti impliciti, di costi di gestione della scatola (polizza) e delle scatole “cinesi” in essa contenute? (arrivano anche al 4% e più annuo);
  • come mai le polizze pure (non miste) del “Ramo Danni”  a cui dovresti essere invece interessato non ti vengono proposte da nessuno?

Se non conosci la risposta all’ultima domanda, sappi che nelle polizze “ramo danni” il rischio è in capo alla Compagnia. Ed è una cosa buona per te!

Le polizze assicurative ramo vita, invece, vengono definite ad ad alto contenuto finanziario. Oltre a non garantire nessuna prestazione assicurativa e tanto meno previdenziale, non possono risultare competitive sul piano del rapporto costo/opportunità  con altri strumenti finanziari ben più efficienti.

Mi riferisco ai Certificates, quotati sul mercato Sedex, che offrono strutture simili (capitale garantito), ma costano molto meno. Oppure al mix obbligazione zero coupon ed Etf azionari.

Ma ovviamente nessuno li propone!  E sai perchè? Chi li colloca non guadagna nulla!

Ecco, se riesci a darti compiutamente tutte queste risposte, probabilmente non ha bisogno di un Consulente finanziario indipendente. Viceversa, qualora dovessi essere in difficolta. allora vale la pena pagare la parcella.

Anche perché è sempre decisamente inferiore rispetto ai costi occulti che sostieni, senza esserne consapevole, nel momento in cui metti una “firmetta” con troppa leggerezza.

Fabrizio Taccuso 

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