Il Beta, un indicatore molto efficace

da | Ago 19, 2021 | Educazione Finanziaria | 0 commenti

Il Beta è il coefficiente che misura il comportamento di un titolo rispetto al mercato, ovvero la variazione percentuale rispetto alle variazioni del mercato.

La correlazione misura le probabilità di tendenza di una variabile rispetto ad un’altra nella stessa unità di tempo. Il Beta, invece, offre un risultato medio in termini quantistici, rispetto ad un indice o un determinato asset entro un arco di tempo stabilito, generalmente 1 mese o 15 giorni.

Una correlazione pari a 1 sta a significare che nel 100% dei casi ad un rialzo della variabile A corrisponda una variazione dello stesso segno della variabile B. Ma non necessariamente avverrà in uguale misura. In quest’ultimo caso infatti, per conoscere la variazione in termini di quantità, occorrerà utilizzare il Beta.

Ecco un esempio molto semplice:

  • Portafoglio investito al 50% in liquidità e 50% Etf dax, quindi sull’indice azionario tedesco.

In questo caso la correlazione al Dax sarà di 1, mentre il beta corrisponderà a 0,5. Questo perché ad una variazione positiva dell’1% del Dax, il portafoglio in questione otterrà una rivalutazione nel 100% dei casi, ma di una misura pari al 50%.

Mentre la correlazione vede una scala di misura che va da +1 a -1, il Beta non presenta limiti.

Pertanto, nel caso di un portafoglio a leva 2 investito totalmente sul Dax, esso presenterà rispetto all’indice una correlazione sempre di 1, ma con un beta di 2.

Un indicatore di rischio estremamente efficiente

Come potrai intuire l’indicatore Beta, rappresenta un indicatore estremamente efficiente al fine di riassumere correttamente il grado di rischio a cui è sottoposto il portafoglio.

La correlazione indicherà la prontezza di una variabile rispetto all’altra. Ma il beta esprimerà il risultato percentuale probabile che la variabile stessa otterrà entro un arco di tempo ben preciso.

Può capitare infatti che due variabili abbiano una correlazione dello 0,50 ed un beta ad un mese di 1. Ciò sta a significare che un rialzo della variabile A, potrebbe essere totalmente colmato dalla variabile B in un tempo leggermente diverso. In sostanza il beta 1 ci dirà che la variazione tra le due variabili sarà praticamente identica. La correlazione di 0,5 ci avviserà che tale allineamento potrebbe essere distribuito nel tempo in modo più eterogeneo.

Pertanto:

  • Correlazione 1 / Beta 1 : distribuzione rendimento massima omogeneità.
  • Correlazione 0 / Beta 1: distribuzione rendimento massima eterogeneità.

 

Generalmente la misurazione del Beta di un titolo avviene in relazione all’indice di appartenenza.

Per esempio se dovessimo misurare il Beta di Stellantis, il raffronto sarebbe con l’indice Ftsemib.

Un altro principio efficace per calcolarlo consiste nel mettere in relazione gli indici settoriali con l’indice generale. Storicamente, infatti, un indice tecnologico possiede un beta superiore a 1 rispetto ad un indice azionario. Al contrario, i settori health care o food hanno un beta tra 0,6 e 0,5.

Il Beta, pertanto, permette di conoscere esattamente la nostra esposizione al rischio rispetto ad un indice.

Spesso molti investitori, attraverso una scomposizione percentuale tra azionario e obbligazionario, si sentono sollevati da ogni responsabilità, senza conoscere poi il vero rischio al quale sono sottoposti. “Possiedo il 50% di azioni e il 50% di obbligazioni e pertanto mi dovrò aspettare un rendimento X nel tempo”. Non è proprio un modo corretto di agire questo.

Ben più efficace, invece, é mettere in relazione il Beta medio del portafoglio rispetto all’indice Msci World (azionario mondiale).

Infatti, nel caso in cui la parte azionaria fosse composta ad esempio, da una buona percentuale di titoli legati all’oro, la composizione azionaria (investita al 50%) tenderebbe a ridurre il beta ben sotto la soglia del 50%. In tal caso quindi la mia esposizione effettiva al mercato azionario potrebbe scendere sotto tale soglia, creando sorprese in futuro rispetto alle mie aspettative.

Oppure qualora la parte obbligazionaria avesse una forte prevalenza di titoli High Yield, il portafoglio avrebbe un’esposizione azionaria effettiva ben superiore al 50%. Infatti in questo caso il Beta rispetto al mercato azionario si aggira tra 0,40 e 0,50. Ed in caso di mercato avverso potrei subire danni ben maggiori rispetto alle attese.

Tutto questo per dire, che la composizione di un portafoglio va studiata in modo dettagliato, esaminando per ciascun asset il Beta e la Correlazione rispetto al benchmark che vogliamo seguire. Noi preferiamo prendere come indice di riferimento proprio l’indice Msci World. E solo questi due indicatori daranno l’effettiva esposizione al rischio al quale siamo sottoposti.

Questa metodologia, é ancora più efficace in un periodo in cui i rendimenti certi sono praticamente inesistenti.

Ricordo che, da qui in avanti, sul mercato obbligazionario potrebbero nascondersi rischi ben superiori rispetto alla volatilità storica. Il procedimento è ancora più efficace se tale studio viene effettuato sui fondi, perchè Beta e Correlazione riassumono per molti aspetti l’atteggiamento del gestore.

Uno degli errori più comuni degli investitori consiste nel limitarsi ad osservare la performance di un fondo. Invece è importante misurare anche il modo (ossia il rischio) con il quale è stata ottenuta.

Un fondo che ottiene una performance del 20% con un beta 2 non sarà certamene migliore di un altro che ha ottenuto un +10% ma con un beta a 0,90. Il primo avrà infatti conseguito un rendimento attraverso un rischio più che doppio rispetto all’altro fondo che ha dimostrato di selezionare meglio la composizione dei titoli, controllando la volatilità.

Fondi azionari e indicatori Alfa, Beta e correlazione

Fondi azionari e indicatori Alfa, Beta e correlazione

 

Nella tabella puoi osservare come a ciascun fondo corrisponda un beta o una correlazione ben precisa, calcolata in un determinato orizzonte temporale.

Più il tempo è lungo e maggiore sarà la sua attendibilità. Nella pratica non è semplice calcolare questi due indicatori. Esistono numerosi siti in grado di fornirli, per non parlare di programmi con i quali puoi osservare l’andamento di titoli e fondi in relazione a un indice a tua scelta.

Generalmente ad asset della stessa specie, in particolare i fondi, la preferenza va a quelli che presenteranno un beta e una correlazione più bassa a parità di performance. Ciò significa che la loro scelta è stata sicuramente più efficiente in termini di rischio e rendimento.

Questo lavoro di analisi basato anche sullo studio degli indicatori ha consentito in passato di evitare scelte infelici.

Esempio tipico sono i fondi comuni che durante la pandemia sono letteralmente crollati senza poi avere possibilità di recupero.

Come avrai capito, in finanza non si improvvisa nulla.

Anche un pilota scarso riesce ad andare a 200 all’ora, finché la strada è dritta e asciutta. Ma il vero pilota è colui che sa tenere l’auto in strada anche in condizioni avverse, quando il fondo è ghiacciato o sdrucciolevole e ci sono le curve a gomito.

E tu sei consapevole dei rischi che stai correndo? In caso di risposta negativa ti consiglio il nostro check up gratuito del portafoglio.

Fabrizio Taccuso

 

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Il Beta, un indicatore molto efficace

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