Consulenti finanziari e patrimoniali indipendenti

Il valore dell'indipendenza

“La vera caratteristica della libertà è l’indipendenza” diceva Voltaire e quello che mi piace di più del mio lavoro è la libertà che l’indipendenza mi garantisce.”

L’indipendenza è l’elemento distintivo che caratterizza il consulente finanziario indipendente e porta indubbi vantaggi ai clienti.

L’indipendenza è uno dei requisiti richiesti per l’iscrizione all’Albo Unico dei Consulenti Finanziari.

Cosa significa concretamente? In pratica consiste nel non intrattenere rapporti economici con emittenti e intermediari. In questo modo il consulente può operare in assenza di conflitti di interesse, attingendo senza vincoli dall’intero panorama di strumenti finanziari e concentrandosi sull’esclusivo interesse del cliente.

Il cliente sente sempre più l’esigenza di un supporto professionale indipendente che parta  dalla comprensione di progetti e obiettivi personali e familiari, e pianifichi gli investimenti  così da mettere il patrimonio al servizio di tali progetti.

I prodotti a cui ci riferiamo sono:

  • fondi comuni di investimento;
  • Sicav;
  • gestioni patrimoniali in fondi (GPF);
  • gestioni patrimoniali mobiliari (GPM);
  • polizze assicurative di ramo III (unit linked).

Quasi sempre si tratta di prodotti costosi e inefficienti per il cliente che garantiscono ampi margini di guadagno per emittenti e collocatori.
In tale contesto l’investitore paga una parcella che definiamo “occulta”, perché è nascosta nelle pieghe della struttura e della performance del prodotto “consigliato” dai collocatori.

La “parcella occulta” è data da:

  • costi di sottoscrizione dei prodotti;
  • commissioni di negoziazione;
  • commissioni di performance;
  • inefficienze varie imputabili al conflitto di interesse;
  • mancati rendimenti rispetto a strumenti finanziari semplici ed efficienti;
  • commissioni di uscita.

L’intervento del consulente finanziario indipendente, attraverso il check up iniziale del portafoglio, consente di eliminare tutti i prodotti inefficienti che non sono funzionali agli obiettivi ed esigenze dei clienti.

Il Consulente Finanziario Indipendente effettua una “radiografia” dettagliata della situazione finanziaria del cliente, con particolare attenzione all’analisi dell’efficienza degli strumenti sottoscritti. In questa fase vengono quantificati tutti i costi che, a vario titolo, vengono prelevati in modo automatico dal patrimonio in gestione e che ne limitano il rendimento.

Tali costi, che rappresentano una “zavorra” alla realizzazione di una performance soddisfacente, sono di solito nascosti nei meandri di operazioni più o meno complesse sottoscritte dal cliente e vanno a remunerare una serie di soggetti che intervengono in vario modo nel “confezionamento” e nella distribuzione del prodotto/servizio.

La sommatoria di tutti i costi occulti impatta mediamente il 3% annuo sul capitale investito.

Evidenziato al cliente il costo reale di ogni singolo prodotto e dell’intero portafoglio e mostrata l’efficienza o l’inefficienza dei risultati ottenuti rispetto al mercato di riferimento,  si procede alla proposta di sostituzione dei prodotti inadeguati attraverso strumenti più  efficienti e una nuova allocazione complessiva del portafoglio.

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