Certificati senza segreti: la mia intervista a Plus24

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I Certificates sono entrati progressivamente nei portafogli degli investitori italiani grazie alla loro flessibilità. Possono generare flussi periodici, prevedere meccanismi di protezione condizionata e rispondere a specifiche esigenze fiscali o di gestione del rischio.

Questa versatilità, tuttavia, ha un prezzo: i Certificates sono strumenti finanziari complessi. Prima di acquistarli bisogna comprenderne struttura, costi, condizioni di rimborso, rischio dell’emittente e comportamento nei diversi scenari di mercato.

Proprio al tema dei certificati d’investimento Plus24, il settimanale de Il Sole 24 Ore dedicato al risparmio, ha riservato un approfondimento nel quale sono stato intervistato per raccontare la mia esperienza professionale.

L’intervista di Plus24 sui Certificates

Plus24 ha dedicato un approfondimento ai certificati d’investimento, dando voce ai professionisti che utilizzano questi strumenti nella costruzione e nella gestione dei portafogli.

Sono stato coinvolto nell’inchiesta per raccontare il punto di vista di un consulente finanziario indipendente, quindi di un professionista remunerato esclusivamente dal cliente e non attraverso commissioni riconosciute dagli emittenti o dalle reti di vendita.

 

Certificati senza segreti
Certificati senza segreti

L’indipendenza è particolarmente importante quando si valutano prodotti complessi. Un certificato può apparire interessante per la cedola promessa, ma l’analisi non può fermarsi al numero stampato in evidenza sul materiale commerciale.

Occorre esaminare anche:

  • il sottostante e il relativo rischio;
  • la presenza e il livello delle barriere;
  • le condizioni necessarie per ricevere i premi;
  • le clausole di rimborso anticipato;
  • la scadenza;
  • il rischio di credito dell’emittente;
  • la liquidità sul mercato secondario;
  • i costi incorporati nel prezzo;
  • il trattamento fiscale dei diversi flussi.

Per approfondire il funzionamento di questi strumenti puoi leggere la guida principale: Certificates: cosa sono, come funzionano e perché utilizzarli.

Certificati - Compensazione minusvalenze, coupon, cedole, fiscalità, ottimizzazione fiscale
Certificati – Compensare le minusvalenze

Perché i Certificates richiedono particolare attenzione

I Certificates permettono di costruire profili di rendimento molto diversi. Alcuni prevedono una protezione del capitale alla scadenza, altri la subordinano al mancato superamento di determinate barriere. Esistono inoltre prodotti a leva, nei quali guadagni e perdite possono essere amplificati.

Nella mia attività di consulenza ho utilizzato prevalentemente strutture con capitale protetto o condizionatamente protetto, evitando di impiegare i certificati come strumenti puramente speculativi.

Questa distinzione è fondamentale. La presenza di una barriera non rende automaticamente sicuro un investimento. Se il sottostante scende oltre il livello previsto e non recupera entro le date stabilite, la protezione può venire meno e l’investitore può subire una perdita significativa.

Non devi quindi chiederti soltanto: “Quanto rende?”. La domanda corretta è: “In quali condizioni produce quel rendimento e quanto posso perdere se lo scenario cambia?”

Costi di collocamento e conflitto d’interessi

I Certificates possono essere acquistati in fase di emissione oppure negoziati successivamente sul mercato secondario, quando disponibile.

Nel collocamento iniziale possono essere presenti commissioni incorporate nel prezzo. Al momento dell’intervista avevo osservato frequentemente costi iniziali nell’ordine del 3-5% e, in un caso particolarmente oneroso, una commissione vicina al 10%.

Non significa che ogni certificato collocato in emissione debba essere evitato. Significa che il prezzo iniziale e i costi impliciti devono essere verificati con attenzione, perché una commissione elevata riduce fin dal primo giorno il valore economico dell’investimento.

Per banche e reti di vendita questi prodotti possono rappresentare un’importante fonte di ricavi. Per il cliente, invece, il criterio dovrebbe essere un altro: il certificato migliora realmente il portafoglio oppure viene proposto soprattutto perché remunera bene chi lo distribuisce?

È in passaggi come questo che il conflitto d’interessi smette di essere un concetto teorico e produce conseguenze concrete sul patrimonio.

Un consulente finanziario indipendente non riceve incentivi dall’emittente e può confrontare il certificato con soluzioni alternative, valutandone utilità, rischi e costi effettivi.

Certificates e compensazione delle minusvalenze

Una delle ragioni che può rendere interessanti i Certificates è il loro possibile utilizzo nella gestione delle minusvalenze.

In base alla fiscalità italiana, i risultati prodotti dai certificati sono normalmente classificati tra i redditi diversi. In presenza delle condizioni previste, le plusvalenze e alcuni flussi positivi possono quindi essere utilizzati per compensare minusvalenze pregresse.

Non è però sufficiente acquistare un certificato con una cedola elevata. Il trattamento dipende dalla struttura del prodotto, dall’effettiva realizzazione del reddito, dalla posizione fiscale dell’investitore e dalle modalità operative adottate dall’intermediario.

Inoltre, il recupero fiscale non deve diventare una giustificazione per assumere rischi sproporzionati. Per recuperare una minusvalenza non ha senso esporsi al pericolo di crearne una ancora più grande.

Per comprendere scadenze, strumenti utilizzabili e limiti fiscali puoi consultare la guida dedicata alla compensazione delle minusvalenze.

Cedole elevate non significano rendimenti garantiti

Nel contesto del 2021, caratterizzato da tassi d’interesse molto bassi, le cedole dei Certificates esercitano un forte richiamo per gli investitori.

La cedola, tuttavia, non deve essere confusa con il rendimento complessivo. Un certificato può distribuire premi periodici e contemporaneamente perdere valore a causa dell’andamento del sottostante, dell’aumento del rischio dell’emittente o della riduzione della liquidità.

La cedola elevata non nasce per generosità. Generalmente remunera condizioni più impegnative e rischi maggiori.

Prima di investire occorre quindi verificare:

  • se la cedola è garantita oppure condizionata;
  • quali eventi possono impedirne il pagamento;
  • quale perdita si potrebbe subire alla scadenza;
  • come si comporterebbe il prodotto in caso di forte ribasso;
  • quanto sarebbe facile venderlo prima della scadenza.

Guardare soltanto la cedola significa osservare la parte più gradevole del contratto e ignorare quella che può fare male.

Il ruolo della volatilità nei Certificates

I prezzi e le condizioni dei certificati sono influenzati anche dalla volatilità dei mercati.

In termini generali, una maggiore volatilità può consentire agli emittenti di proporre cedole più elevate o barriere più profonde. Non significa, però, che il prodotto diventi automaticamente più conveniente: la volatilità riflette anche una maggiore incertezza sul comportamento futuro del sottostante.

Dopo il forte calo dei mercati del marzo 2020 alcune strutture presentano condizioni che sembrano più interessanti rispetto a quelle disponibili nelle fasi di volatilità molto bassa.

Si tratta comunque di opportunità legate a un preciso momento di mercato, non di una regola valida in ogni circostanza.

L’immagine rappresenta un esempio storico riferito al periodo dell’intervista. I risultati passati non costituiscono un’indicazione affidabile dei rendimenti futuri.

Perché evitare il fai da te con i certificati a leva

I certificati a leva possono amplificare in modo considerevole sia i movimenti positivi sia quelli negativi del sottostante. In alcuni casi la perdita può svilupparsi con una velocità difficilmente compatibile con le esigenze di un risparmiatore.

Per questa ragione li considero strumenti prevalentemente speculativi e generalmente inadatti alla costruzione di un portafoglio orientato alla pianificazione di medio e lungo termine.

Anche i certificati senza leva richiedono comunque competenze specifiche. La complessità non scompare perché nel nome del prodotto compaiono espressioni rassicuranti come “protezione”, “bonus” o “cedola”.

Quale ruolo possono avere i Certificates nel portafoglio?

Non esiste una percentuale di Certificates valida per tutti. Stabilire a priori che debbano rappresentare il 10%, il 15% o il 20% del patrimonio sarebbe arbitrario.

Il loro peso deve dipendere da:

  • obiettivi finanziari;
  • orizzonte temporale;
  • capacità di sostenere perdite;
  • minusvalenze eventualmente disponibili;
  • necessità di liquidità;
  • caratteristiche degli altri investimenti;
  • concentrazione per emittente e sottostante;
  • costi complessivi del portafoglio.

I Certificates possono contribuire alla diversificazione del portafoglio soltanto quando introducono un profilo di rendimento realmente differente. Aggiungere molti prodotti complessi e collegati agli stessi indici non significa diversificare: significa spesso moltiplicare le condizioni da controllare.

Prima dello strumento viene quindi l’asset allocation. Prima della cedola vengono gli obiettivi. Prima dell’opportunità fiscale viene la sostenibilità del rischio.

Certificati senza segreti: che cosa resta dell’intervista a Plus24

L’intervista pubblicata da Plus24 mette in evidenza un principio ancora fondamentale: i Certificates possono essere utili, ma non sono prodotti adatti a ogni investitore e a ogni fase di mercato.

La loro flessibilità deve essere accompagnata da una lettura approfondita della struttura. La cedola non è un regalo, la barriera non equivale a una garanzia e il vantaggio fiscale non cancella il rischio finanziario.

Un certificato dovrebbe essere acquistato soltanto quando svolge una funzione precisa all’interno della pianificazione finanziaria e risulta coerente con l’asset allocation complessiva.

Vuoi verificare i Certificates presenti nel tuo portafoglio?

Se possiedi certificati d’investimento e non conosci con precisione barriere, scadenze, costi, rischi dell’emittente o modalità di compensazione delle minusvalenze, è il momento di esaminarli con maggiore attenzione.

Richiedi un check-up indipendente del portafoglio. Verificheremo se i Certificates presenti rispondono davvero ai tuoi obiettivi oppure se stanno introducendo costi, concentrazioni e rischi che non avevi considerato.

Fabrizio Taccuso | Consulenza Vincente

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