In occasione del Mese dell’educazione finanziaria sono intervenuto a Due di Denari, la trasmissione di Radio24 dedicata a risparmio, investimenti e gestione del denaro.
Durante l’intervista a Radio24 abbiamo parlato dell’importanza di accrescere la cultura finanziaria degli italiani e di verificare periodicamente la qualità del proprio portafoglio.
L’educazione finanziaria non serve a trasformare ogni risparmiatore in un analista. Serve a comprendere le decisioni che incidono sul patrimonio: distinguere il rischio dal rendimento, riconoscere i costi, evitare concentrazioni eccessive e collegare gli investimenti ai propri obiettivi.
Per approfondire questi concetti puoi leggere la guida dedicata all’educazione finanziaria. Questa pagina conserva invece il racconto del mio intervento a Radio24 e delle iniziative realizzate nell’ottobre 2020.
Il mio intervento a Radio24 sull’educazione finanziaria
Il confronto ha riguardato soprattutto il rapporto tra conoscenza finanziaria e qualità delle decisioni. Molti risparmiatori cercano il prodotto migliore, il titolo destinato a salire o il momento giusto per entrare sul mercato. Il problema, quasi sempre, viene prima della scelta dello strumento.
Senza obiettivi definiti, una corretta asset allocation e un orizzonte temporale coerente, anche un buon prodotto può essere utilizzato male.
Che cos’è il mese dell’Educazione Finanziaria
Il Mese dell’educazione finanziaria è un’iniziativa nazionale dedicata alla diffusione delle conoscenze finanziarie, assicurative e previdenziali. L’obiettivo è aiutare le persone a gestire il denaro in modo più consapevole e sostenibile.
L’edizione 2020 si svolge durante il mese di ottobre, in concomitanza con la World Investor Week, la manifestazione internazionale dedicata alla tutela e alla consapevolezza degli investitori. Il calendario si conclude con la Giornata mondiale del risparmio.

A causa della pandemia, gran parte degli appuntamenti del 2020 si svolge online. Molte iniziative affrontano proprio le conseguenze economiche e finanziarie del Covid-19, in una fase caratterizzata da forte incertezza e da oscillazioni eccezionali dei mercati.
Educazione finanziaria in Italia: una debolezza strutturale
L’Italia è tradizionalmente un Paese con una significativa propensione al risparmio, ma presenta livelli di alfabetizzazione finanziaria inferiori a quelli delle principali economie avanzate.
Secondo i dati internazionali richiamati nel 2020, l’Italia occupa il 63° posto nella graduatoria sull’alfabetizzazione finanziaria ed è ultima tra i Paesi del G7. L’indagine segnala inoltre una rilevante differenza di genere: dimostra conoscenze finanziarie adeguate circa il 45% degli uomini, contro il 30% delle donne.
Queste classifiche devono essere interpretate con cautela, ma evidenziano un problema reale: possedere risparmi non significa automaticamente saperli gestire.
La scarsa educazione finanziaria può portare a:
- lasciare troppa liquidità improduttiva sul conto corrente;
- acquistare prodotti senza comprenderne rischi e costi;
- concentrare il patrimonio su pochi strumenti o emittenti;
- assumere decisioni sulla base delle emozioni;
- inseguire i rendimenti passati;
- confondere la volatilità con la perdita definitiva;
- trascurare previdenza e protezione del patrimonio;
- affidarsi a chi vende prodotti senza riconoscere il conflitto d’interessi.
L’effetto finale non è soltanto un rendimento potenzialmente inferiore. È una gestione del patrimonio scollegata dai bisogni della persona e della famiglia.
I concetti fondamentali dell’educazione finanziaria
Non occorre conoscere ogni prodotto disponibile sul mercato. È molto più importante comprendere alcuni principi che ricorrono in quasi tutte le decisioni finanziarie.
Interesse composto e fattore tempo
L’interesse composto permette ai rendimenti maturati di produrre, a loro volta, nuovi rendimenti. Il tempo diventa quindi una delle risorse più importanti per chi investe.
Questo meccanismo non elimina il rischio e non garantisce risultati positivi. Mostra però perché iniziare presto e mantenere una strategia coerente possa fare una grande differenza nella costruzione del patrimonio.
Diversificazione del portafoglio
La diversificazione del portafoglio riduce la dipendenza da una singola azienda, banca, area geografica o previsione economica.
Diversificare non significa possedere molti prodotti. Dieci fondi che investono nelle stesse società non rappresentano necessariamente dieci fonti di rischio differenti. La diversificazione deve essere valutata osservando ciò che gli strumenti contengono realmente.
Rischio e rendimento
Rischio e rendimento sono inseparabili. Per cercare rendimenti più elevati occorre generalmente accettare maggiore incertezza, ma assumere più rischio non garantisce guadagni superiori.
L’investitore dovrebbe conoscere non soltanto il rendimento potenziale, ma anche la perdita sostenibile e il comportamento atteso del portafoglio nelle fasi negative.
Inflazione e potere d’acquisto
L’inflazione riduce nel tempo il potere d’acquisto del denaro. Anche lasciare il capitale fermo comporta quindi un rischio, sebbene questo non sia visibile attraverso le oscillazioni quotidiane.
Un rendimento nominale positivo può trasformarsi in un risultato reale negativo dopo aver considerato inflazione, costi e fiscalità.
Costi degli investimenti
I costi sono una delle poche variabili conosciute in anticipo. Commissioni di gestione, costi di ingresso, spese assicurative, commissioni di performance e oneri di consulenza riducono il rendimento che rimane al cliente.
L’educazione finanziaria permette di chiedere trasparenza e di verificare se il prezzo pagato sia giustificato dal servizio ricevuto. Il Rendiconto MiFID è uno dei documenti più importanti per conoscere il costo complessivo degli investimenti.
Dalla conoscenza all’asset allocation
Conoscere azioni, obbligazioni, fondi o ETF non basta. La qualità di un portafoglio dipende soprattutto dal modo in cui gli strumenti vengono combinati.
L’asset allocation stabilisce come distribuire il patrimonio tra azioni, obbligazioni, liquidità e altre classi di investimento. Deve tenere conto di:
- obiettivi finanziari;
- orizzonte temporale;
- necessità di liquidità;
- capacità economica di sostenere le perdite;
- tolleranza emotiva alle oscillazioni;
- situazione patrimoniale e familiare;
- fiscalità;
- costi degli strumenti.
Anche investire in ETF, generalmente efficienti e trasparenti, non risolve automaticamente il problema. Un portafoglio composto da ETF può essere costoso, concentrato o eccessivamente rischioso se manca una strategia.
Prima di scegliere lo strumento viene quindi la pianificazione. Prima del rendimento viene la funzione che ogni investimento deve svolgere.
L’obiettivo del Mese dell’educazione finanziaria
Il Mese dell’educazione finanziaria nasce per favorire il benessere economico attraverso un utilizzo più consapevole degli strumenti finanziari, assicurativi e previdenziali.
Nell’edizione 2020 furono organizzati eventi gratuiti e privi di finalità commerciali dedicati principalmente a:
- gestione del risparmio;
- pianificazione finanziaria;
- assicurazioni e protezione;
- previdenza complementare;
- investimenti;
- consapevolezza dei rischi;
- scelte finanziarie durante la pandemia.
L’obiettivo non era suggerire quali prodotti acquistare, ma aiutare le persone a formulare domande migliori. In finanza, una buona domanda evita spesso più errori di una previsione brillante.
La Settimana dell’educazione previdenziale del 2020
Dal 26 al 31 ottobre 2020 si svolse anche la prima Settimana dell’educazione previdenziale. L’iniziativa aveva l’obiettivo di aiutare soprattutto i giovani a comprendere il funzionamento della previdenza obbligatoria e complementare.
La pensione è un esempio evidente dell’importanza del fattore tempo. Rimandare di molti anni la costruzione di una posizione previdenziale può richiedere versamenti successivi molto più elevati.
La previdenza complementare non riguarda soltanto la scelta di un fondo pensione. Richiede di valutare:
- distanza dalla pensione;
- reddito futuro atteso;
- stabilità professionale;
- TFR;
- contribuzione del datore di lavoro;
- vantaggi fiscali;
- costi;
- comparto di investimento;
- esigenze della famiglia.
L’educazione previdenziale serve quindi a prendere decisioni quando il tempo può ancora lavorare a favore della persona, non quando il pensionamento è ormai vicino.
Il Covid-19 e le decisioni finanziarie del 2020
L’Italia fu il primo Paese europeo colpito duramente dal Covid-19. Le misure necessarie a contenere la pandemia produssero uno shock simultaneo sulla domanda e sull’offerta.
I mercati finanziari subirono una discesa rapidissima, seguita da un recupero sostenuto dagli interventi delle banche centrali e dei governi. Nell’ottobre 2020, tuttavia, molte incertezze erano ancora presenti e alcuni listini rimanevano lontani dai livelli precedenti alla crisi.
In una fase simile, molti investitori erano tentati di vendere dopo le perdite o di concentrare il portafoglio sui settori che avevano recuperato più velocemente.
Sono comportamenti comprensibili, ma spesso dannosi. La finanza comportamentale mostra quanto paura, euforia, avversione alle perdite e ricerca di conferme possano condizionare le decisioni.
La soluzione non consiste nel prevedere il prossimo movimento del mercato. Consiste nel costruire in anticipo un portafoglio coerente con il proprio profilo di rischio e nel definire come comportarsi quando arrivano le fasi difficili.
Il check-up indipendente del portafoglio
In occasione del Mese dell’educazione finanziaria 2020 Consulenza Vincente offrì un check-up gratuito del portafoglio. L’obiettivo era aiutare i risparmiatori a comprendere meglio gli strumenti posseduti e gli effetti della crisi sulle proprie scelte.
L’esigenza di controllare il portafoglio non si è però esaurita con la fine di quell’iniziativa. Un’analisi periodica permette di verificare:
- se gli investimenti sono coerenti con gli obiettivi;
- quale rischio complessivo si sta assumendo;
- quanto costa realmente il portafoglio;
- se esistono sovrapposizioni tra fondi ed ETF;
- se il patrimonio è troppo concentrato;
- se la liquidità è adeguata;
- se l’asset allocation è ancora corretta;
- se banche e intermediari presentano conflitti d’interessi;
- se è necessario ribilanciare gli investimenti.
Il check-up non dovrebbe limitarsi a stabilire quali prodotti hanno guadagnato e quali hanno perso. Deve valutare il portafoglio come un sistema unico, collegato agli obiettivi finanziari e patrimoniali della persona.
Pianificazione finanziaria e consulenza indipendente
La pianificazione finanziaria trasforma risparmi e investimenti in un progetto. Definisce quali risorse destinare agli imprevisti, alla pensione, alla famiglia, alla casa, alla crescita del capitale o al passaggio generazionale.
Pianificare non significa evitare ogni perdita. Significa sapere quali oscillazioni sono sostenibili e quali risorse non devono essere esposte ai mercati perché serviranno nel breve periodo.
Il supporto di un consulente finanziario indipendente può aiutare a:
- valutare gli investimenti senza incentivi legati alla vendita;
- individuare costi e rischi poco visibili;
- costruire un’asset allocation coerente;
- migliorare la diversificazione;
- controllare le reazioni emotive;
- coordinare pianificazione finanziaria e patrimoniale;
- mantenere la strategia durante le fasi negative.
L’indipendenza non elimina l’incertezza dei mercati. Elimina però un problema importante: il dubbio che lo strumento venga consigliato perché remunera chi lo vende.
Educazione finanziaria: non serve sapere tutto, serve decidere meglio
Il messaggio centrale del mio intervento a Radio24 era semplice: non occorre diventare esperti di finanza per gestire meglio il proprio denaro.
È però necessario comprendere i principi fondamentali, conoscere i costi, formulare obiettivi realistici e riconoscere i rischi che si stanno assumendo.
L’educazione finanziaria non promette di evitare ogni errore e non rende prevedibili i mercati. Offre qualcosa di più concreto: gli strumenti per distinguere una decisione ragionata da una scelta dettata dalla paura, dalla moda o dagli interessi di chi vende.
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Fabrizio Taccuso | Consulenza Vincente






