Investire in Etf, tutto ciò che è utile sapere

da | Apr 25, 2021 | Consulenza Finanziaria Indipendente | 0 commenti

Investire in Etf rappresenta la soluzione più economica ed efficace per diversificare il tuo portafoglio.

Investire in Etf significa prendere posizione con un unico strumento su un intero Paese, un’area geografica o un settore.

Gli Exchange Traded Fund (ETF) sono una particolare tipologia di OICR (organismi di investimento collettivo del risparmio), ossia fondi comuni a gestione passiva, negoziati in Borsa. Come le azioni hanno l’obiettivo di replicare fedelmente l’andamento e quindi il rendimento delle attività finanziarie sottostanti (indici azionari, obbligazionari o di materie prime).

Consentono un’adeguata diversificazione dell’investimento evitando di concentrare il rischio su pochi titoli.

A differenza dei fondi comuni di investimenti (a gestione attiva), in cui il gestore ha un’ampia discrezionalità nel comprare titoli per generare un extra rendimento (alfa), quando acquisti un ETF sai già come saranno investiti i tuoi risparmi. La performance non dipenderà dall’abilità di un gestore, ma dall’andamento dell’indice prescelto. Quindi se compri un Etf sul Ftse Mib la performance sarà legata all’andamento del principale indice italiano, al netto di un piccolo costo annuo di gestione.

Mentre i fondi comuni puoi acquistarli o venderli una sola volta al giorno, gli Etf possono essere negoziati come le azioni in qualsiasi momento durante l’orario di Borsa. Rispetto ai fondi comuni tradizionali hanno costi nettamente inferiori: replicano l’andamento di un’attività finanziaria sottostante e non necessitano di un gestore, con un sensibile risparmio.

risulta quasi sempre vincente rispetto ai fondi comuni.

Per questo gli Etf sono diventati gli strumenti di maggior successo negli ultimi anni.

Dove puoi acquistarli?

Gli Exchange Traded Fund (ETF) sono quotati nelle Borse valori di tutto il mondo e quindi anche sulla piattaforma di Borsa Italiana. Puoi acquistarli o venderli come qualsiasi altro titolo azionario. Pertanto puoi comprarli normalmente dove acquisti le azioni.

In quali asset puoi investire con gli Etf?

Le possibilità di investimento sono molto ampie. Puoi acquistare indici di varie tipologie:

  • obbligazionari, costituiti da titoli di Stato o titoli di società private, italiane, dell’area euro, extra-euro, compresi i Paesi Emergenti;
  • azionari di singoli stati o di intere aree geografiche (Europa, Usa, Asia, Africa);
  • settoriali (bancari, tecnologia, farmaceutici, utilities ecc);
  • azionari con strategie varie (momentum, value, low volatility, multi-asset);
  • materie prime (oro, metalli preziosi, petrolio, metalli industriali, agricoltura ecc.)
  • società immobiliari;
  • private equity,
  • derivati del credito

Quanto costa investire?

Gli Etf sono esenti da costi di entrata e di uscita, a differenza dei prodotti che ti propone la banca.

Nel caso degli Etf il costo è costituito dalle spese correnti o Total Expense Ratio (TER). Il Ter indica le spese annuali del fondo in rapporto agli asset in gestione ed é estremamente ridotto, variando dai 5 (minimo) ai 90 (massimo) punti base l’anno, con un Ter medio attualmente stimato attorno allo 0,27%.

Investire in Etf - Ter annuo

Investire in Etf – Ter annuo

 

Al Ter annuo vanno aggiunti i costi di negoziazione o compravendita, gli stessi che applica la tua banca quando compri un’azione in Borsa. Tali costi tendono ad incidere sempre meno all’aumentare del periodo di mantenimento in Portafoglio dell’ETF. Va precisato che gli Etf non sono strumenti ideali per fare trading. E’ meglio acquistarli in un’ottica di investimento.

In caso di compravendita frequente devi considerare anche lo “spread denaro-lettera”, ossia il differenziale tra il prezzo in acquisto e in vendita dello strumento. Quando un Etf è poco scambiato e con bassi volumi di negoziazione, lo spread denaro lettera può arrivare anche sino all’1%.

Puoi comprare anche lotti di 1 sola quota, quindi l’investimento minimo richiesto è di poche decine o centinaia di euro.

In ogni caso il costo di un Etf è sempre nettamente inferiore rispetto al costo di un fondo comune.

Quindi un portafoglio costruito da soli Etf costa sempre molto meno di un portafoglio che ti propone la banca composto da fondi, gestioni patrimoniali e polizze. Al riguardo ti consiglio di leggere gli articoli riguardanti il rendiconto Mifid e la parcella occulta.

Etf a replica fisica ed a replica sintetica

Come detto in precedenza, gli ETF sono fondi passivi che replicano la composizione di un indice di mercato, con l’obiettivo di conseguire i medesimi rendimenti. La replica può avvenire in due modi:

  • fisica;
  • sintetica

Il metodo classico è quello della replica fisica. La società di gestione detiene direttamente tutti i titoli che compongono l’indice di riferimento. In questo caso abbiamo una replica totale. Ciò è possibile nel caso di indici con pochi titoli al loro interno. Viceversa diventa molto complesso quando l’obiettivo è replicare indici più vasti (pensiamo ad esempio all’indice MSCI World).

In quel caso si adotta la replica sintetica; la SGR non investe in tutti i titoli del mercato sottostante, ma fa una selezione di una parte di essi (eliminando i componenti dell’indice meno liquidi e di peso più ridotto). Gli ETF sintetici sono in grado di replicare alcuni indici in modo più efficiente, soprattutto tramite gli swap. In questo caso hai l’accesso a classi di attività più ampie ed anche materie prime e mercato monetario. 


Investire in Etf – la fiscalità

Gli ETF in Italia sono sottoposti al regime fiscale previsto per la tassazione dei proventi da partecipazione degli Organismi d’Investimento Collettivo del Risparmio (OICR). Pertanto sono soggetti ad un aliquota sostitutiva del 26%, ad eccezione degli ETF che investono in titoli pubblici italiani ed equiparati e Stati esteri appartenenti alla cosiddetta White List. In questo caso la tassazione è del 12,50%.

Le plusvalenze da ETF sono considerate “redditi di capitale”, mentre le minusvalenze da ETF sono considerate “redditi diversi”. In Italia possono essere compensati solamente redditi della stessa natura, per cui non è possibile compensare plusvalenze e minusvalenze tra ETF. Le minusvalenze degli ETF (al pari di quelle dei fondi comuni di investimento) possono eventualmente essere compensate con plusvalenze derivanti da altri strumenti finanziari come Azioni, Obbligazioni, Certificates, ETC.

E’ consigliabile dal punto di vista fiscale il ricorso ad una gestione patrimoniale in Etf

Aprire una gestione patrimoniale in Etf, in regime gestito, consente di compensare plusvalenze e minusvalenze. Ciò significa che al 31 dicembre di ogni anno si valuterà il risultato della gestione nel suo insieme e la base soggetta all’imposta sarà solo l’eccedenza positiva. In caso di risultato negativo hai diritto ad un credito d’imposta: la minusvalenza potrà essere riportata a nuovo fino al quarto anno fiscale successivo.

Come mai banche e reti di promozione finanziaria non propongono gli Etf?

Gli Etf sono strumenti che non fanno guadagnare chi li colloca! Quindi tenteranno sempre di dissuaderti dal comprarli. Ad esempio ti diranno che sono strumenti rischiosi…

Banche e reti di promozione finanziaria guadagnano in base alle commissioni sulla vendita dei prodotti finanziari che collocano. Poiché gli Etf non generano commissioni, li consigliamo soprattutto noi consulenti finanziari indipendenti.

Al riguardo ti consiglio di valutare le nostre linee in Etf con vari profili di rischio e accessibili anche a chi somme più basse da investire.

Investire in Etf

Investire in Etf

 

Gli Etf presentano indubbi vantaggi, perché sono strumenti:

  • economici, hanno basse commissioni di gestione;
  • trasparenti, in ogni momento è possibile conoscere la composizione ed il valore;
  • ampiamente diversificati;
  • flessibili e liquidi

Un modo intelligente ed efficace per investire in Etf consiste nel fare PAC, piani di accumulo. Rappresenta una strategia di investimento molto flessibile (in termini di importo e intervalli di versamento), economica (senza costi di entrata/uscita e nessuna penale di estinzione anticipata) e valida in tutti i contesti di mercato. Soprattutto consente di ridurre i rischi di un errato market timing. Inoltre così facendo puoi costruirti un capitale in ottica pensionistica o in previsione di spese future.

A questo punto rimane solo l’ultimo passaggio, il più importante!

Siamo arrivati alla costruzione del portafoglio, in gergo tecnico lAsset Allocation.  Numerosi studi mostrano che più del 90% della performance di un portafoglio è determinata dall’asset allocation e non dal market timing o dalla selezione dei singoli Etf. Quindi il fattore più importante è come costruisci il Portafoglio. Consulenza Vincente è a tua disposizione per aiutarti e consigliarti la diversificazione più adeguata ai tuoi obiettivi finanziari.

Gli Etf sono strumenti adatti sia a portafogli di dimensioni ridotte che a portafogli più importanti. Per piccoli investitori è consigliabile utilizzare solo Etf; nel caso di portafogli più complessi, un’efficace pianificazione finanziaria che punta a raggiungere i tuoi obiettivi e progetti di vita presuppone anche altre soluzioni tra cui:

La consulenza patrimoniale di valore, oltre all’efficienza finanziaria deve considerare anche aspetti di tipo fiscale e successorio che fanno senza dubbio la differenza. Scoprili insieme a noi...

Fabrizio Taccuso

 

 

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Investire in Etf

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