Investire in Oro nel 2022: come fare, quotazione e previsioni

Investire in oro rappresenta un modo intelligente per diversificare il proprio patrimonio e ridurre il rischio complessivo del portafoglio.

Cosa trovi in questo post:

Perché investire in oro?

Investire in Oro è una strategia di riduzione del rischio di portafoglio nei periodi di incertezza politica ed economica.

Nel corso della storia, l’oro è stato usato come strumento per il baratto o il commercio.

Risalgono a circa 6000 anni fa le prime estrazioni da parte dell’uomo in Nord Africa, Mesopotamia, valle dell’Indo e nella parte orientale del Mediterraneo.

Il metallo giallo è sempre stato molto apprezzato per le sue proprietà uniche. Il tesoro più antico del mondo risale al 4.600 AC, scoperto in un sito di sepoltura bulgaro a Varna.

Fino al secolo scorso molti Paesi utilizzavano monete d’oro e d’argento come valuta.

Banca d’Italia, con quasi 2.500 tonnellate, detiene la quarta riserva più grande del mondo, dopo Stati Uniti, Germania e Fondo Monetario Internazionale.

L’acquisto di oro come investimento oggi si basa su due motivazioni:

  • sicurezza, perché è universalmente riconosciuto come riserva di valore;
  • tende ad apprezzarsi durante le crisi finanziarie e i ribassi delle Borse

Puoi investire in Oro fisico e Oro finanziario:

Investire in Oro fisico: monete e lingotti d’oro

Per quanto riguarda l’investimento nel bene fisico, le forme più popolari includono:

  • monete da collezione;
  • i lingotti
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Investire in Oro, Krugerrand

Le monete da collezione sono molto apprezzate, perché oltre al valore intrinseco hanno anche un valore numismatico.

Le monete d’Oro sono emesse sia da Paesi che da aziende commerciali. Gli esempi più popolari sono:

  • il Kruggerand sudafricano;
  • l’Aquila Reale americana;
  • la Britannia.

Le monete si valutano in base al peso e alla purezza.

I lingotti sono il modo più semplice per investire in Oro fisico.

Sono acquistabili in pesi di un grammo, un’oncia, dieci once e un chilo e hanno purezza di 999,9.

Nel caso di acquisto di lingotti i fattori da considerare sono:

  • la quotazione dell’Oro (quanto vale sul mercato);
  • l’affidabilità del venditore (l’Oro che acquisti è certificato?).

Dal Duemila anche in Italia qualsiasi privato può detenere Oro fino, cioè non lavorato.

Puoi reperire facilmente on line la sua quotazione. Ecco il valore dell’oro pubblicato sul sito de Il Sole 24 Ore

Una volta conosciuta la quotazione, per non incappare in truffe e raggiri, devi anche verificare l’affidabilità del venditore. Attraverso il servizio online della Banca d’Italia inserendo i dati del venditore puoi verificare se hai a che fare con un operatore professionale approvato da Banca d’Italia.

Investire in Oro finanziario

In questo caso acquisti strumenti finanziari basati sull’Oro. I principali sono:

L’investimento in Oro finanziario ti permette di essere esposto al prezzo (quindi di guadagnare o perdere a seconda del movimento del prezzo del sottostante) senza acquistare il bene fisico. ETC ed ETF sono strumenti a gestione passiva, cioè costruiti in modo da replicare in modo quasi perfetto l’andamento del metallo giallo.

Poiché l’Oro è quotato in dollari, la performance di Etc ed Etf dipende da:

  • movimento del prezzo del sottostante;
  • cambio Euro/Dollaro.

Quando il dollaro Usa si apprezza nei confronti dell’Euro guadagni. Viceversa se è l’Euro ad apprezzarsi sul Dollaro, il rendimento diminuisce. Su Borsa Italiana sono quotati anche Etf ed Etc Hedged, ossia con la copertura dal rischio di cambio. 

Infine è possibile investire in azioni di aziende che si occupano dell’estrazione mineraria del metallo giallo.

In questo caso i rischi sono maggiori, dal momento che entrano in gioco due variabili, ossia la volatilità intrinseca e fattori aziendali. Ci riferiamo a:

  • solidità dell’azienda;
  • diffusione geografica dei progetti minerari;
  • i costi della società, i margini, la redditività, la solidità del bilancio, il debito;
  • qualità della gestione ecc.

Tra le principali aziende citiamo: Newmont Goldcorp, Barrick Gold e Franco-Nevada.


Conviene investire in oro fisico o finanziario? Pro e Contro

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Quanto oro tenere in portafoglio?

Non esiste una regola precisa. Il buon senso suggerisce di investire una quota tra il 5 ed il 10% del patrimonio.

L’Oro non stacca dividendi, non paga cedole, né interessi.

Quindi se decidi di acquistarlo, guadagnerai solo nel momento della vendita (ovviamente se il prezzo sarà maggiore all’acquisto). E’ da considerare un investimento di medio e lungo periodo.

Investire in Oro nel 2022: quotazione e previsioni fra 10 anni

L’oro ha segnato un importante minimo di periodo a dicembre del 2015 a quota 1063 dollari. Tale livello, da allora non è mai stato più raggiunto, mentre la prima fase rialzista, completatasi nel 2017 ha permesso di formulare un’estrapolazione di lungo periodo (teoria Elliott-Fibonacci) che vedeva un target di 1980/1985. Il target in questione non solo è stato raggiunto nel 2020, ossia durante la pandemia, ma addirittura momentaneamente superato, permettendo di segnare un massimo a 2070.

Dopo una prima correzione, avvenuta nel 2021 con un minimo di 1650, a febbraio del 2022 si è ripetuta la fotocopia vista nel 2020, a causa dell’invasione da parte russa dell’Ucraina. Anche in questo caso, una volta eguagliato il massimo di 2070, le quotazioni dell’oro sono scese fino ad avvicinarsi lentamente al minimo di 1650, senza metterlo tuttavia in discussione.

Alla luce di quanto ormai visto dal 2020, possiamo tranquillamente affermare che l’oro si muove da oltre due anni, all’interno di un contesto laterale, ben compreso tra 2070 (doppio massimo importante) e 1650. Quest’ultimo livello corrispondeva esattamente al 38,20% del rialzo iniziato nel dicembre 2015. Pertanto la correzione dai massimi ha rispettato un punto molto importante secondo la teoria di Elliott-Fibonacci.

Applicando la teoria di Gann sia al ciclo di lungo (rialzista dal 2015) che a quello di medio (laterale dal 2020), possiamo estrapolare la presenza di importanti set-up. In analisi tecnica i set-up sono dei livelli temporali sui quali vi è un’altissima probabilità di un “reset” del trend.

Ebbene: a cavallo tra il 25 di luglio e il 15 di agosto abbiamo assistito alla presenza di due set-up molto ravvicinati tra loro, sui quali registriamo al momento l’avvenuta formazione di un minimo di periodo. Ciò lascerebbe intuire che il movimento laterale iniziato nel 2020 è prossimo a terminare per lasciare il posto ad una nuova fase.

Prima di proseguire nell’analisi tecnica è doveroso porsi una domanda:

Quanto vale in termini reali l’oro?

Secondo dei calcoli da noi fatti nel 2019 in base alla dinamica dell’inflazione storica, fin dai tempi in cui veniva quotato in dollari, l’oro esprimeva un valore teorico reale di 1430. Oggi, adeguando questo prezzo alla dinamica del Consumer Price Index avvenuta negli ultimi tre anni, possiamo tranquillamente affermare che il valore teorico reale dell’oro ammonta a 1650, che guarda caso corrisponde alla parte bassa del movimento laterale degli ultimi due anni.

In sostanza, il mercato sta valutando correttamente l’oro e si guarda bene dal venderlo al di sotto di questa soglia, in un periodo nel quale incombe una forte svalutazione del potere di acquisto della moneta (inflazione) mentre sono sempre meno le certezze riguardo allo scenario economico che ci aspetta da qui ai prossimi due o tre anni.

In passato l’oro ha dimostrato di oscillare attorno al valore reale entro un range percentuale del +10 e -10, con punte massime di +30 e -30 in casi veramente eccezionali che per la natura del termine stesso sono rientrati molto velocemente. Pertanto se dovessimo applicare il range medio storico potremmo dire che il margine di oscillazione attuale è compreso tra 1485 e 1815.

Proprio in prossimità di 1815 sono stati visti i massimi della media a 200 gg che dal mese di luglio ha iniziato un’inclinazione discendente. In realtà il massimo della media a 200 gg è stato di 1847 a conferma di come le quotazioni dell’oro negli ultimi due anni abbiano manifestato una sopravvalutazione al di sopra della media storica.

Ma quale sarà il valore reale dell’oro fra dieci anni?

Ovviamente rispondere a questa domanda non è facile, ma ciò non ci impedisce di fare dei calcoli sensati sulla base di un parametro piuttosto attendibile, ossia il tasso medio di inflazione atteso a 10 anni.

Attraverso questo parametro possiamo estrapolare un valore reale teorico dell’oro a 10 anni di circa 2130. Pertanto il range tra minimo e massimo a 10 anni sarebbe da indicare nella fascia 2340/1915.

Tornando all’analisi tecnica, possiamo osservare come le quotazioni si stiano muovendo al di sotto della media a 200 gg che oggi muove a 1838 rappresentando la più importante resistenza. Al contempo lo scenario delle medie sia a breve che a lungo certifica la presenza di un quadro ancora decisamente debole rafforzato da indicatori che muovono in territorio ribassista.

Altro elemento assolutamente da non trascurare è la forza comparativa con l’indice SP500.

Ebbene, nonostante il 2022 sia stato un anno estremamente difficile sia per i mercati azionari che per quelli obbligazionari, ad oggi l’oro presenta una forza comparativa peggiore. Infatti, dopo una migliore tenuta fino al giugno 2022, il quadro di tale indicatore sembra aver invertito lo scenario, minacciando nuvole all’orizzonte.

Questo dovrebbe farci riflettere sulla necessità di precipitarci a comprare oro nell’immediato.

Il fattore avverso infatti oggi  ben presente deve essere cercato semplicemente nel livello troppo elevato dei tassi, soprattutto a breve termine.

Comprare oro, stando all’inflazione media attesa potrebbe generare un tasso di interesse reale negativo. Questo sarebbe praticamente ancora più probabile se l’orizzonte temporale di investimento fosse di 12 mesi.

Ecco pertanto, che nella situazione attuale è importante scegliere il timing giusto per comprare oro al fine di ridurre al massimo i rischi.

Nel caso infatti di una politica monetaria comunque restrittiva e in presenza di un’inflazione in contrazione, l’oro potrebbe iniziare ad esprimere una sottovalutazione, mettendo quindi in discussione anche la tenuta di 1650 che a parer nostro rimane comunque una valida area per accumulare posizioni.

Del resto, anche se ipoteticamente l’oro offre oggi interessi reali leggermente negativi, lo stesso ci mette comunque al riparo da un cambiamento improvviso di scenario, come ad esempio un’accelerazione dell’inflazione o una crisi finanziaria.

Conclusione

Il mercato in questi giorni sta prezzando correttamente l’oro, nel senso che non ci troviamo in presenza di sopravvalutazioni o sottovalutazioni eccessive. Questo per un investitore di lungo potrebbe essere già sufficiente per considerare interventi in acquisto nell’ottica di una diversificazione oculata. Il peso neutro all’interno di un portafoglio dovrebbe essere di circa il 3%.

Tuttavia, la presenza di tassi particolarmente elevati soprattutto guardando al breve termine, potrebbe spingere gli operatori a creare delle sottovalutazioni in termini di prezzo nei prossimi mesi. Questo è un buon motivo al momento per non aumentare oltre la soglia di neutralità, ossia il 3%.

Eventuali incrementi infatti andrebbero considerati in due casi specifici:

  1. Raggiungimento di area 1520/1500. In tal caso si verrebbe a creare una sottovalutazione in grado di ripagare abbondantemente l’investitore in ottica di lungo periodo.
  2. Rottura di 1850. Questo segnale arriverebbe solo in caso di variabili quali una nuova accelerazione dell’inflazione o un avvitamento economico-finanziario in grado di destabilizzare il quadro.

Per investire sull’oro vediamo favorevolmente etf che possiedono oro fisico (ETF Physical Gold tanto per fare un esempio).

Ben più rischioso invece investire nelle goldmine, ossia le società che estraggono oro. Queste, infatti, oltre a presentare delle incertezze in termini di capacità estrattiva, stanno risentendo negativamente del rialzo delle materie energetiche, fortemente utilizzate durante la loro attività. In pratica assistiamo a una forte diminuzione dei margini che le pone in una situazione di forte vulnerabilità.

In sintesi l’investimento in Oro dovrebbe far parte della tua pianificazione finanziaria e costituire una diversificazione dei tuoi attivi patrimoniali.

Contattami per scegliere insieme la migliore strategia da utilizzare per il tuo Portafoglio.

Fabrizio Taccuso | Consulenza Vincente

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2 risposte

  1. L’oro fisico deve essere considerato un bene da investimento contro i peggiori scenari economico finanziari, una sorta di riserva finanziaria come viene anche utilizzata dai governi stessi attraverso le riserve auree nazionali.
    L’oro finanziario è un investimento relativamente sicuro che assomiglia molto ad altri asset presenti sui mercati azionari che comunque potrebbe essere a rischio in relazione a gravi default inanziari che coinvolgessero le stesse istituzioni.

    1. Condivido la Sua osservazione relativamente relativamente agli scenari apocalittici. In tutte le altre situazioni avere oro finanziario, quotato su mercati regolamentati è decisamente da preferirsi, avendo un prezzo chiaro e trasparente ed essendo possibile negoziarlo su mercati ufficiali.

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