Investire durante un mercato ribassista: prospettive e soluzioni

I mercati azionari sono entrati in una fase di contrazione importante definita in gergo fase "Orso": ecco la strategia vincente da applicare!

Cosa trovi in questo post:

mercato ribassista o orso

Come comportarsi in un mercato orso o ribassista

Mercato ribassista è una fase caratterizzata da una discesa prolungata delle quotazioni.

Dal gennaio scorso, dopo un rally imponente iniziato durante la prima pandemia da Covid-19, i mercati azionari sono entrati in una fase di contrazione importante. Le cause principali sono da ricercare in:

  • Inflazione: la riapertura post-pandemica ha creato inizialmente un forte aumento della domanda al quale l’offerta si è trovata impreparata. Per intenderci il famoso problema della supply-chain (catena di approvvigionamento) che ha interessato maggiormente prodotti di alta tecnologia ha innescato una spirale inflattiva che non si vedeva da tempo. Inizialmente le banche centrali hanno ritenuto detta inflazione “temporanea”, in quanto una volta venuti meno i problemi della supply-chain vi sarebbe stato un riequilibrio tra domanda e offerta, cosa che in effetti si era intravista tra lo scorso novembre e dicembre, ma poi è arrivata Lei ossia…

  • Invasione da parte della Russia dell’Ucraina: questa come ormai sappiamo ha ridato una seria accelerata all’inflazione, principalmente a causa delle sanzioni che hanno innescato rialzi imponenti sulle hard-commodity (materie prime energetiche come gas e petrolio). Questo ha fatto si che l’inflazione diventasse sempre più strutturale mettendo in allarme le banche centrali.

  • Politica Fed restrittiva: dal marzo del corrente anno quindi le banche centrali hanno iniziato ad aumentare i tassi e a drenare liquidità sul mercato attraverso il famoso Quantitative Tightening (riduzione di moneta in circolazione). In particolare la Fed, che in questi giorni ha ormai portato i tassi al 3,25 rispetto allo zero di sei mesi fa. A causa del rialzo imponente dei tassi quindi, gli investitori sono diventati sempre più esigenti e prudenti chiedendo valutazioni più competitive ossia più basse.

  • Aspettative di recessione in aumento: oltretutto la politica restrittiva ha decisamente contratto la domanda, creando i presupposti per una recessione. Questo ha prodotto aspettative riguardo alla contrazione degli utili societari, alimentando ulteriori ribassi sul mercato.

Detto ciò vediamo quali prospettive ci riserva l’immediato futuro al fine di valutare se sia il caso di considerare o meno il mercato azionario come un’opportunità di investimento a medio e lungo termine.

Prospettive d’investimento in un mercato ribassista

Questo grafico mette a confronto il periodo attuale dell’indice SP500 con quello vissuto tra il 2007 e il 2008 che portò al fallimento di Lehman.

L’andamento di oggi dell’indice SP500 presenta una correlazione estremamente elevata con il periodo 2006/2008. Qualora le dinamiche fossero rispettate con la stessa insistenza vista fino ad oggi potremmo ipotizzare un minimo importante compreso tra 3100 e 3200 e anche peggio.

Da parte nostra tuttavia pensiamo che i momenti e le dinamiche non sempre (quasi mai) vengono rispettate alla lettera rispetto al passato. Questo per dire che non dobbiamo tralasciare il presente, osservando con rigore quello che ci dice la mappa ormai disegnata da tempo, sulla quale il mercato si sta muovendo.

Secondo le nostre proiezioni che si basano sulla teoria di Gann, applicata a quella di Elliott-Fibonacci, l’obiettivo estremo di minimo ipotizzabile per la prima decade di dicembre è situato a 3350 che corrisponde al top segnato nel periodo pre-covid.

In questi giorni il mercato, grazie al dato sorprendentemente negativo sull’inflazione è sceso sotto il livello dei 4000 punti, che a nostro parere rappresenta da tempo lo spartiacque tra crescita e recessione.

L’indice SP500 ha intaccato perfino il minimo del 6 di settembre situato a 3888 e ciò conferma chiaramente come sia avvenuto un nuovo pull-back ribassista a ridosso della resistenza di 4100/4200 allontanando così le speranze per una ripresa maggiormente reattiva.

In sostanza, se la settimana scorsa ci trovavamo all’interno di una noiosa congestione, adesso la configurazione delle medie si sta delineando al ribasso, con il supporto di volumi in aumento, indicatori che convergono in negativo e una direzionalità che si trova su livelli di trend definito.

Nonostante quota 3350 sia l’obiettivo peggiore che ci poniamo, non dobbiamo trascurare la grande importanza dei supporti intermedi situati a 3630 (minimo del 17 di giugno scorso) e 3520 che rappresenta un livello significativo del ciclo rialzista iniziato nel 2020.

La rottura di questi due livelli darebbe una forte accelerata in favore del traguardo di 3350 con conseguenze negative sulla volatilità che nel breve potrebbero determinare la violazione momentanea del target.

La situazione dei tassi d’interesse

I tassi di interesse si trovano ancora ad un livello lontano rispetto a quanto visto nel periodo 2007/2008. Tuttavia sia i tassi a 12 mesi che quelli relativi ai mutui a 30 anni stanno salendo rapidamente. Unica nota positiva è data dai tassi a 10 anni che rimangono ben distanti dai massimi visti prima dello scoppio della bolla sub-prime.

Da parte nostra riteniamo alquanto improbabile una continua ascesa dei tassi fino ai massimi indicati nei grafici sopra. Questo perché l’inflazione ha già raggiunto il picco mentre all’orizzonte non si vedono tensioni eccessive

La crescita salariale e l’inflazione

Una delle componenti che preoccupano meno ad esempio è la crescita dei salari che rimane bene al di sotto del tasso di inflazione. Inoltre il chiaro rallentamento economico ben presto impatterà sul tasso di disoccupazione con tutto quello che ne deriverà in termini di raffreddamento degli aumenti.

La fiducia dei consumatori è su valori troppo bassi per temere nuova inflazione

Un dato piuttosto evidente di come non ci siano tensioni inflattive all’orizzonte lo possiamo ricercare nella fiducia dei consumatori scesa ai minimi termini. Una fiducia così bassa significa che la Fed ha già fatto tutto il necessario per raffreddare la domanda ai minimi termini. Pertanto in una situazione simile, eventuali tensioni inflattive avrebbero poco a che fare con la domanda, rendendo inutili ulteriori restrizioni della politica monetaria. In pratica la fine dei rialzi dei tassi è vicina e ulteriori restrizioni i mercati potrebbero mal sopportarle.

Conclusioni

I mercati presentano una tendenza ribassista, quindi mai contrastarla, in quanto il mercato tenderà a leggere il bicchiere mezzo vuoto. Gli scenari alquanto negativi disegnati dalla maggior parte degli analisti abbinati ad una situazione eccessiva delle posizioni short in circolazione lascia intuire potenziali reazioni a fronte di sorprese positive. Queste potrebbero arrivare a partire dal mese di ottobre proprio sul fronte dell’inflazione. Detto ciò sarà necessario non eccedere nel pessimismo, consapevoli tuttavia che il livello dei tassi attuali, se permanente, sarà destinato a drenare liquidità sul mercato. Vediamo positivamente quindi la massima diversificazione con maggior esposizione sulla parte obbligazionaria di breve.

Eccessi negativi sul mercato azionario dovrebbero essere sfruttati per accumulare gradualmente, ma solo su target ben precisi come ad esempio 3630/3520 di SP500. Evitare il mercato italiano che al momento possiede rapporti poco rassicuranti in termini di tendenza. Lontani da valute quali Sterlina e Yen destinate a perdere ancora terreno. Bond a lungo Usa interessanti in area 3,70 di rendimento decennale.

Una strategia vincente per investire in un mercato ribassista

Lo strumento per investire con successo sul mercato azionario durante una fase ribassista prolungata è sicuramente il PAC (Piano di Accumulo) in quanto si possono mediare più fasi di mercato e ridurre ai minimi gli effetti della volatilità.

Tuttavia se negli anni ’90 uno avesse fatto un PAC sul titolo Olivetti o addirittura Montedison i risultati sarebbero stati a dir poco fallimentari. Idem se l’avesse fatto nel Duemila su Seat Pagine Gialle e Tiscali.

Altra cosa invece fare un PAC su un prodotto legato ad un indice, quali ETF o Fondo azionario. Per questo, oltre al metodo di investimento (PAC) occorrerà considerare un veicolo (prodotto) con un alto grado di resilienza. Sarà quindi preferibile avvalersi di un consulente finanziario indipendente che ti saprà indirizzare al meglio nelle tue scelte e, soprattutto, aiutarti a porre in essere una pianificazione finanziaria basata sulle tue esigenze ed obiettivi di vita.

Fabrizio Taccuso | Consulenza Vincente

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