La successione testamentaria, quando pianificare semplifica le cose

da | Feb 28, 2021 | Consulenza patrimoniale | 0 commenti

La successione testamentaria deriva dal testamento redatto dal de cuius con il quale dispone dei propri beni per il periodo successivo alla morte.

La successione testamentaria elenca tutti gli eredi a cui il testatore, cioè colui che redige il testamento, destina la quota disponibile dell’eredità.

Tuttavia, come abbiamo visto nel precedente post, sebbene sia possibile individuare eredi anche al di fuori del contesto familiare, ci sono soggetti che dal testamento non possono per legge essere esclusi: gli eredi legittimari.

Chi può fare testamento?

Affinché un testamento sia valido è necessario che il testatore, al momento della redazione del documento, sia:

  • maggiorenne;
  • non interdetto;
  • capace di intendere e di volere.

Il testamento è un atto unilaterale, ossia formato dall’espressione della volontà di un solo soggetto che intende disporre delle proprie sostanze e quindi non può essere redatto congiuntamente da due persone. Inoltre è prevista una forma vincolata. Non è consentito ad esempio il testamento orale. Casi tipici sono l’infermo sul letto di morte o le confidenze fatte ad una persona di fiducia.

Le diverse tipologie di successione testamentaria

Le principali forme di testamento ammesse dalla legge sono tre:

  • olografo”;
  • “pubblico”;
  • “segreto”.

Il testamento olografo è scritto di proprio pugno dal testatore e per essere valido è necessario che sia indicata la data di redazione e sia apposta la firma alla fine del documento.

Non può essere scritto con strumenti elettronici e nemmeno da un’altra persona. Può essere conservato dal testatore oppure da un’altra persona di sua fiducia. Il pregio di questa forma è la semplicità, la economicità e la riservatezza. Per contro le criticità sono costituite dalla conservazione del testamento in luogo idoneo e dal risultare rintracciabile dopo la morte del testatore. Sappiamo infatti che potrebbe finire in mani sbagliate ed essere alterato o distrutto.

Il testamento pubblico ha proprio l’obiettivo di eliminare questo inconveniente. E’ definito pubblico non perché il suo contenuto venga divulgato, ma perché è redatto da un pubblico ufficiale, il notaio, che raccoglie le volontà del testatore e le mette per iscritto alla presenza di due testimoni. Il testamento deve indicare il luogo e la data del ricevimento e l’ora della sottoscrizione e deve essere sottoscritto dal testatore, dai testimoni e dal notaio. Se il testatore non può firmare il testamento, o può farlo con molta difficoltà, deve dichiararne il motivo; tale motivo viene scritto dal Notaio nel verbale di ricevimento del testamento. Il testamento pubblico è l’unica forma di testamento possibile per chi non sappia o non possa scrivere.

Il testamento verrà conservato presso la sede del Notaio sino al momento in cui sarà in attività e successivamente presso l’archivio notarile. Quando al notaio sarà nota la morte del testatore, comunicherà l’esistenza del testamento agli eredi di cui conosce la residenza e provvederà alla pubblicazione del testamento.

Il testamento segreto si colloca in una situazione intermedia tra i casi precedenti. Si tratta di un foglio scritto a mano o a macchina dal testatore, sigillato e consegnato al notaio in presenza di due testimoni. In questo caso vi è una assoluta riservatezza circa il suo contenuto e il vantaggio della conservazione in un luogo sicuro.

Le varie tipologie di testamento hanno tutte la stessa validità.

Il testamento non è irreversibile, in quanto può essere modificato in qualsiasi momento dal testatore, ad esempio in corrispondenza con momenti particolari della propria vita, come un matrimonio o una separazione. La legge consente al testatore di mutare le proprie volontà sino agli ultimi attimi di vita. La revoca può avvenire in forma esplicita (redigendo un nuovo testamento e indicando che il precedente deve intendersi revocato) oppure in forma tacita, quando il nuovo testamento è incompatibile con il precedente.

La libertà del testatore è garantita dalle norme che vietano:

  • i “patti successori” (ogni disposizione successoria contenuta in un contratto o legata a disposizioni successorie di altri è nulla);
  • il ”testamento congiunto” (atto unico con cui due persone dispongono in favore di un terzo);
  • il “testamento reciproco” (atto unico con cui ue persone dispongono dei propri beni in modo simmetrico, ovvero uno a favore dell’altro).

Successione testamentaria, quali beni si possono lasciare?

Ad esclusione della parte del patrimonio riservata agli eredi legittimari (coniuge, figli e, in loro assenza genitori), si possono destinare nel proprio testamento:

  • somme in denaro;
  • azioni, fondi di investimento;
  • polizze vita, il TFR;
  • beni mobili (opere d’arte, gioielli, arredi);
  • beni immobili (appartamento, terreno, un edificio).

La successione testamentaria è sempre opportuna, ma ci sono situazioni in cui è particolarmente consigliata.

Sposati senza figli

Nonostante molte persone sposate, ma senza figli, pensino che i loro beni dopo la morte passeranno automaticamente all’altro coniuge, non è così! In presenza di genitori, fratelli e sorelle, al coniuge va solo una parte dell’eredità, il resto va diviso. Addirittura se fratelli e sorelle sono premorti, i rispettivi discendenti subentrano nella quota loro spettante. Per ovviare a ciò la soluzione migliore è fare testamento e, se è possibile, lasciare al coniuge l’intero patrimonio, oppure stabilire cosa deve andare al coniuge (abitazione e denaro) e cosa deve andare agli altri parenti.

Sposati con figli

In caso di morte di un genitore, la legge tutela i diritti dei figli. Allo scopo di prevenire possibili liti, è consigliabile tuttavia fare testamento quando si desidera stabilire come devono essere divisi i beni tra i figli. La suddivisione dei beni disposta nel testamento evita agli eredi i maggiori costi di un successivo atto di divisione. Una scelte intelligente consiste nell’attribuire al coniuge, il diritto di usufrutto su determinati beni, riservando ai figli la proprietà per evitare ulteriori imposte al momento della futura successione.

Inoltre il testamento può consentire di pareggiare i conti tra i figli nel momento in cui uno solo abbia beneficiato di donazioni fatte dai genitori mentre erano invita. Esempi tipici sono quando si aiuta un figlio ad acquistare la casa. In questo caso si può far emergere la cosa nel testamento, attribuendo una quota maggiore di eredità agli altri figli.

In caso di figli minori

Se i figli sono minorenni al momento di apertura della successione vi sono alcune problematiche. Sino al compimento della maggiore età dei figli, il patrimonio rimane soggetto al controllo del giudice tutelare. In quel caso è opportuno destinare la suddivisione dei beni ereditari tra il coniuge superstite e i figli. Ad esempio si può attribuire al coniuge il patrimonio finanziario e ai figli il patrimonio immobiliare, riservando il diritto di usufrutto vitalizio al coniuge.

Persona non sposata e senza figli

E’ un caso tipico in cui fare testamento è fondamentale. Attraverso il testamento si può scegliere le persone o gli enti a cui lasciare il proprio patrimonio. In caso contrario sarà la legge a individuare gli eredi.

Conviventi

La “legge Cirinnà” ha modificato la materia delle coppie conviventi, disponendo in favore di queste una serie di diritti minimi, diritti che però possono essere estesi dagli interessati firmando un «patto di convivenza». La legge non prevede tuttavia alcun diritto sull’eredità di persone tra loro conviventi. In questo caso per trasmettere l’intero patrimonio, o una parte di esso al convivente, è indispensabile la successione testamentaria con cui si nomina erede il partner, citandolo nel testamento. In particolare è possibile prevedere una delle seguenti disposizioni a favore dell’altro:

  • nominare erede il convivente;
  • lasciare al convivente la proprietà della casa o l’usufrutto o il diritto di abitazione sulla stessa;
  • istituire un legato a favore del convivente per determinati cespiti o diritti (ad es. per il diritto di abitazione);
  • prevedere un obbligo di mantenimento dell’altro convivente come legato a carico di un suo erede.

In pratica si tratta delle libertà riconosciute dalla legge a chiunque altro, con un unico limite – valevole quindi anche per i conviventi – di non violare le quote di legittima.Quindi il convivente è può lasciare al partner non sposato una parte del proprio patrimonio, ma deve comunque far salvi i diritti dell’eventuale figlio o dei genitori o dei nonni se ancora in vita.

 Lasciare bene ad enti o altre persone.

In questi casi la successione testamentaria è la soluzione per lasciare il proprio patrimonio ad organizzazioni benefiche o ad amici. Qualora vi siano eredi legittimi si può lasciare una somma di denaro o determinati beni. In mancanza di eredi legittimi si può destinare l’intera eredità.

In tutte le situazioni appena elencate il consulente patrimoniale ti può aiutare a mettere ordine nel tuo patrimonio finanziario e immobiliare. Ci sono almeno quattro buoni motivi per fare una corretta pianificazione patrimoniale:

  • non far finire la tua eredità in mani sbagliate;
  • proteggere la tua famiglia;
  • risparmiare ai tuoi cari salassi fiscali;
  • prevenire liti e conflitti familiari

Basta poco per vivere il presente ed il futuro con maggiore serenità…

Fabrizio Taccuso 

 

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Successione testamentaria

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