Le Borse hanno il fiato corto, volatilità in aumento?

da | Ott 29, 2012 | Attualità e Mercati | 0 commenti

L’entusiasmo ed il sentiment positivo che si era creato sui mercati a settembre, a seguito delle dichiarazioni di Draghi e Bernanke, col trascorrere del tempo sta progressivamente scemando.
La scorsa settimana è stata caratterizzata da una debolezza di fondo diffusa ed i listini da alcune settimane settimane si muovono all’interno di un trading range abbastanza contenuto. Appare tuttavia evidente che la forza supportiva data dalla liquidità riversata sui mercati, si confronta con elementi politici, macroeconomici e fondamentali.

Per quanto riguarda l’Europa, l’andamento è stato per lo più indirizzato verso un moderato calo, dovuto alle incognite collegate ai due fattori critici del 2012, ossia Spagna e Grecia. Secondo un rapporto del FMI, Atene mancherà ancora l’obiettivo di ridurre il debito e quindi è necessaria una rinegoziazione con il paese ellenico per definire nuovi tempi e modi. Due anni in più per Atene per risanare i conti, con alcune ipotesi in campo che vanno dalla riduzione del tasso oneroso dei prestiti, al riacquisto dei bond sovrani del governo con i fondi del prestito, fino alla cancellazione del debito bilaterale verso i paesi dell’Eurozona. Il rinvio di due anni, in ogni caso, peserà già per 20/30 miliardi.

Migliore (in senso relativo) la situazione in Spagnia dove si alternano luci ed ombre: tassi di disoccupazione record tra il 25% e il 30% in varie regioni, ma anche passi significativi nella riforma del sistema bancario. Quest’ultima prevede la creazione di una bad bank che gestirà asset immobiliari tossici degli enti finanziari, pronta per fine novembre. Il tutto, come detto, in una situazione congiunturale economica che vede ancora una contrazione del PIL.

Negli Stati Uniti, i mercati rimangono “sospesi” in attesa della risoluzione della campagna elettorale. Lo dimostra la poca attenzione dedicata dagli operatori ai dati macroeconomici, in primis il dato del PIL cresciuto molto più delle stime (+2% come valore preliminare del terzo trimestre, contro il +1,8% atteso ed il +1,3% del periodo aprile-giugno). Tutto  sommato positivo anche il dato della fiducia dei consumatori, calata rispetto a metà mese, ma aumentata da fine settembre. Il problema di Wall Street è che in una fase di attesa come questa, i trader prestano interesse più ad elementi di breve che a tendenze macro di medio lungo periodo. E sul breve pesano le trimestrali poco incoraggianti uscite nelle ultime settimane, caratterizzate in generale da una contrazione degli utili o comunque da dati al di sotto delle stime.
C’è da dire che in base ai dati fondamentali, la discesa del mercato delle ultime settimane non ha fatto altro che limare alcuni ratio elevati.

In questo contesto, dal punto di vista tecnico, è continuato sul breve lo storno sui principali indici.
L’SP 500 si è mosso al ribasso verso i supporti in area 1400/1420, mentre il Dax si è pericolosamente spinto anche al di là del sostegno a 7200 punti (pur mantenendolo in chiusura).

Sotto questi livelli, i due indici potrebbero allargare la fase correttiva dal breve al medio periodo. A corredo, si tenga conto anche dell’indice Vix, al momento al di sotto delle resistenze a quota 20 che, in caso di rottura al rialzo, confermerebbe il cambio di tendenza. Non è così impensabile che, dopo il novembre, data delle elezioni statunitensi la volatilità aumenti, dando vita a correzioni più incisive sui mercati.

In ottica intermarket, ancora debole l’oro, mentre il cross Euro-Dollaro conferma la fase di “topping” in area 1,315 che, per il momento, sembra ardua da superare. A nostro parere questa fase può essere sfruttata per diversificare, progressivamente, i propri investimenti anche su altre valute.

Riassumendo pensiamo che, a breve, i margini di ulteriori rialzi sui mercati azionari siano inferiori ai rischi di potenziali correzioni, considerando il fatto che i principali dati macroeconomici non supportano di certo l’attuale livello dei listini; per i più prudenti è bene aumentare la quota di liquidità presente in Portafoglio a scapito di azionario e titoli di stato.

Fabrizio Taccuso – Studio Andreoli & Taccuso – Mantova
[email protected]

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