L’illusione del market timing negli investimenti

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Market timing è una strategia d’investimento attraverso la quale si cerca cogliere il momento più profittevole per operare sui mercati.

In pratica si compra prima di un rialzo e si vende prima di un ribasso, con l’obiettivo di anticipare i movimenti di mercato. Nonostante la cosa possa sembrare piuttosto banale e scontata, fare market timing è molto difficile e si può rivelare controproducente. Cerchiamo di scoprire il motivo osservando l’andamento dell’indice americano S&P 500 dal 1996 al 2016.

Grafico S&P 500 dal 1996 al 2016
Grafico S&P 500 dal 1996 al 2016

Come puoi notare notare dal 1996 al 2009 abbiamo avuto un’alternarsi di fasi positive e negative. Solo nei successivi 7 anni c’è stata una salita importante dell’indice. L’aspetto più significativo di tale grafico lo possiamo però cogliere dalla tabella successiva.

L'illusione di fare market timing
L’illusione di fare market timing

L’investitore che avesse investito 10.000 dollari ad inizio del 1996, e fosse rimasto investito per tutto il periodo, avrebbe ottenuto un montante alla fine del 2016 di 43.930 dollari.

Sarebbe passato attraverso momenti molto favorevoli, ma anche fasi molto delicate di calo della borsa americana. Proprio in quel periodo abbiamo assistito allo scoppio della bolla delle dot.com, ma anche alla crisi finanziaria legata ai mutui subprime ed al fallimento di Lehman Brothers.

Nonostante gli alti e bassi del mercato il nostro investitore sarebbe stato ricompensato con un rendimento composto del 8,19%. Se però avesse mancato anche solo i 5 migliori giorni nell’arco di 20 anni, la somma a scadenza si sarebbe ridotta a 29.145 $ e il rendimento sarebbe sceso al 5,99%. Se fosse rimasto fuori dal mercato per i 10 migliori giorni, il suo rendimento si sarebbe dimezzato al 4%.

In pratica la parte sostanziale del rendimento in un periodo di oltre 20 anni é data da pochissimi giorni.

Sfido chiunque a sapere in anticipo quando si verificheranno questi giorni. Cercare di anticiparli può significare perdere gran parte del rendimento. Addirittura perdendo i 30 migliori giorni (un solo mese in 20 anni) il nostro ipotetico investitore avrebbe perso denaro. L’investimento iniziale di $ 10.000 che si sarebbe ridotto a poco più di $ 9.000.

La conclusione che si può trarre: usare il market timing con molta moderazione.

Bisogna quindi mantenere il portafoglio ingessato per così tanto tempo e non toccarlo mai? Personalmente ritengo che la soluzione migliore consiste nella costruzione di un asset allocation strategica, che rappresenta le fondamenta del portafoglio ed è basata su una pianificazione finanziaria che tenga conto degli obiettivi di vita dell’investitore. Tale pianificazione deve essere implementata con aggiustamenti della parte tattica del Portafoglio che, ovviamente, ha un peso molto meno rilevante.

In pratica periodicamente facciamo dei ribilanciamenti tra le varie asset class (azioni, bond, liquidità, materie prime) per riequilibrare il portafoglio, in base all’andamento dei mercati e ad eventuali mutamenti nelle esigenze di vita dell’investitore.

Avere un piano prestabilito, con un orizzonte temporale e la consapevolezza del rischio assunto porta a non farsi prendere dall’emotività.

In mancanza di ciò in periodi di volatilità, come quello a cui stiamo assistendo, probabilmente l’investitore abbandonerebbe la strategia di investimento pianificata. Gli errori derivanti dalla finanza comportamentale portano, come abbiamo visto prima, a mancare le giornate migliori dei mercati e a danneggiare la performance di lungo termine.

La storia ci insegna che dopo ogni crisi i mercati hanno sempre recuperato. Per questo ci vuole pazienza e disciplina.

Jack Bogle, fondatore del gruppo Vanguard, ha affermato “Il market timing è impossibile. Anche se per caso vendi nel momento giusto, appena prima di un ribasso, cosa abbastanza rara di per sé, come  puoi avere l’intuizione giusta che ti suggerisca il momento adatto per ricomprare?”.

Insomma, azzeccarne una è già abbastanza raro, azzeccarne due è quasi impossibile. Dopo 50 anni in questo settore, non conosco nessuno che abbia fatto market timing con successo in modo costante. La mia impressione è che cercare di fare market timing non solo non aggiunga valore al portafoglio, ma anzi c’è una forte possibilità che sia alla fine controproducente”.

Last but non least, è fondamentale scegliere strumenti di investimento efficienti. In caso contrario l’orizzonte temporale e la performance verrebbero comunque vanificati dai costi eccessivi

Fabrizio Taccuso

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