Minusvalenze in scadenza, cosa sono e come recuperarle

da | Dic 2, 2020 | Educazione Finanziaria | 54 commenti

Minusvalenze sono le perdite realizzate a seguito della compravendita di investimenti finanziari.

Le minusvalenze rappresentano un credito fiscale che puoi recuperare attraverso la compensazione con successive plusvalenze.

La gestione efficiente della fiscalità titoli porta notevole valore aggiunto al tuo portafoglio. E’ un aspetto della pianificazione finanziaria a cui noi consulenti finanziari indipendenti diamo notevole importanza. Ti spiego i motivi.

Minusvalenze in scadenza

Minusvalenze in scadenza

Normalmente quando apri un dossier titoli, salvo che tu non disponga diversamente, la banca applica il regime amministrato. Ciò significa che la banca fa da sostituto d’imposta e tu non dovrai inserire nulla nella dichiarazione dei redditi.   Al momento della chiusura di un’operazione finanziaria si possono verificare i seguenti casi:

  • vendi ad un prezzo più alto di quando hai comprato e realizzi una plusvalenza (capital gain).
  • vendi ad un prezzo più basso di quando hai comprato e avrai una minusvalenza

Il Fisco italiano stabilisce che le plusvalenze sono tassate (dal 1° luglio 2014) con l’aliquota del 26%, ad eccezione dei titoli di stato ed organismi sovranazionali che sono tassati al 12,50%.

Le minusvalenze originano un credito fiscale che puoi recuperare nello stesso anno e nei quattro anni successivi.

Dunque il 31 Dicembre 2020 scadranno le minusvalenze del 2016. E’ assolutamente nel tuo interesse recuperarle entro tale data. Come puoi ricostruire la tua situazione fiscale in banca? La banca produce un documento detto “posizione fiscale”. Si tratta di un elenco, in ordine di valuta di regolamento, di tutte le operazioni in strumenti finanziari riconducibili a uno stesso soggetto (codice fiscale). Questo elenco ricomprende sia le operazioni che hanno generato una plusvalenza che quelle che hanno creato una minusvalenza. Tutte le volte che guadagni la banca applica direttamente la tassazione, mentre quando si verifica una perdita la somma viene accantonata in uno “zainetto fiscale”.  I futuri guadagni andranno progressivamente a ridurre e azzerare lo zainetto fiscale.

Tutti i prodotti finanziari consentono di recuperare minusvalenze?

Purtroppo no, come puoi notare dalla tabella sotto. Il fisco italiano fa una distinzione tra prodotti finanziari che creano “redditi di capitale” e strumenti che creano “redditi diversi“.  Questa differenza non è solo nozionistica, ma incide direttamente sulla fiscalità, dal momento che le minusvalenze possono essere prodotte da tutti gli strumenti finanziari. Al contrario, possono essere compensate solo con gli strumenti che producono “redditi diversi”   Generano “redditi di capitale” e quindi non possono compensare minusvalenze:

  • gli ETF;
  • i fondi comuni di investimento;
  • le cedole delle obbligazioni;
  • i dividendi delle azioni.

Generano “redditi diversi” e, viceversa, consentono di recuperare minusvalenze:

  • le azioni;
  • le obbligazioni;
  • gli Etc;
  • i Certificates;
  • i Derivati (opzioni e futures)

 

Minusvalenze, come compensarle

Minusvalenze, come compensarle

Faccio un esempio pratico per farti meglio comprendere il tutto. Ho comprato 1000 azioni del titolo A a 10 euro, investendo complessivamente 10.000 Euro. Ho rivenduto il titolo a 9 euro (controvalore 9.000 Euro), subendo una perdita (minusvalenza) di 1.000 euro. Pochi giorni fa ho venduto:

  • Il Fondo comune Pinco Palla con guadagno di 2.000 Euro;
  • l’azione B con un guadagno di 1.600 Euro

Quale impatto hai dal punto di vista fiscale? Il guadagno derivante dal fondo comune costituisce un reddito di capitale, pertanto pagherai sempre e comunque il 26% su 2.000 Euro di capital gain, pari ad una tassazione di 520 Euro. Viceversa il capital gain prodotto dal titolo B costituisce reddito diverso. Quindi compenserai la minusvalenza pregressa e pagherai le tasse solo su 600 Euro (1.600 – 1.000), Da ciò puoi capire l’importanza della diversificazione del Portafoglio anche dal punto di vista della tipologia degli strumenti che lo compongono. Infatti se hai solo prodotti di risparmio gestito, come i fondi comuni e gli ETF, non riuscirai mai a compensare le minusvalenze pregresse e pagherai l’imposta tutte le volte che guadagni.

Cosa fare se hai minusvalenze in scadenza a fine anno?

Per evitare di perdere il credito fiscale derivante dalla chiusura di operazioni in perdita del 2016, è fondamentale generare entro fine anno guadagni (capital gain) almeno dello stesso importo. Hai due possibilità:

  • Vendere titoli in Portafoglio attualmente in guadagno;
  • Acquistare strumenti creati ad hoc

Il primo caso è piuttosto chiaro. Se hai 1.000 Euro di Minusvalenze che scadono al 31/12 e hai in Portafoglio le azioni Pinco Palla che guadagnano 2.000 Euro, vendi entro Natale un numero di azioni Pinco Palla tale da compensare interamente la perdita. Relativamente al secondo caso, negli ultimi mesi dell’anno vengono emessi  Certificates della tipologia Maxicoupon, proprio con lo scopo di recuperare minusvalenze. Prevedono il pagamento condizionato di cedole di importo superiore anche del 20-25%. Si tratta evidentemente di Certificates che incorporano nella prima cedola gran parte del rendimento potenziale che puoi ottenere durante la vita finanziaria del Certificate. Se vuoi approfondire la conoscenza dei Certificates ti invito a leggere questo post. In passato sono stato intervistato anche dal Sole 24 Ore

Minusvalenze - Zainetto fiscale

Minusvalenze – Zainetto fiscale

Come avviene la compensazione delle minusvalenze?

Ipotizziamo che tu abbia 2.000 euro in scadenza. Il Certificate XY stacca il 15/12 un coupon del 20%. Tu acquisti il Certificate entro tale data per l’importo di 10.000 euro nominali ed il 15/12 incassi 2.000 euro che ti servono per compensare e azzerare la minus in scadenza. Va precisato che nessuno ti sta regalando soldi. Lo stesso Certificate dopo lo stacco del coupon varrà esattamente il 20% meno di prima. Questo escamotage fiscale ti consente però di rimandare nel tempo la minusvalenza.

A questo punto è però opportuno chiarire che le banche applicano un diverso trattamento fiscale ai coupon dei Certificates.

Alcune, che definirei più efficienti, ti consentono di recuperare immediatamente le minusvalenze, scaricando lo zainetto fiscale come chiarito nell’esempio precedente. Tra queste ricordiamo: Allianz, Azimut, Banca Fideuram, Banca Generali, Banca Sella, Binck, BNL, Che Banca, Credem, Credit Agricole, Directa, Fineco, Intesa San Paolo, Mps. Altre banche invece seguono una strada diversa: diminuiscono il valore di carico del Certificates di un importo pari alla cedola incassata. In questo modo ti consentono di recuperare la minusvalenza solo alla scadenza del Certificate o al momento della vendita. Per ritornare all’esempio precedente ho comprato il Certificate XY a 1.000. Il 15/12 incasso comunque il Coupon di 2.000 al lordo senza la ritenuta fiscale. La Banca non abbassa lo zainetto fiscale, ma porta il valore di carico a 800 (1.000 pagato all’acquisto meno il 20% incassato dalla cedola del Coupon). E’ evidente che in questo caso il beneficio fiscale lo ottengo successivamente, nel momento di vendita o scadenza del Certificate. Le banche che applicano questa metodologia, che io ritengo discutibile, sono: Banca Carige, Banca Mediolanum, Banco BPM, Bper, Credito Valtellinese, Deutsche Bank, Iw Bank, Ubi, Unicredit, Unipol e We Bank

Voglio ricordarti che i Certificates sono strumenti complessi; pertanto ti invito a prestare molta attenzione!

Soprattutto ti consiglio di evitare di acquistarli in fase di sottoscrizione. Le banche tradizionali te li propongono solo in sottoscrizione perché guadagnano elevate commissioni (mediamente dal 3 al 5%, con picchi anche al 10%).

Noi di Consulenza Vincente abbiamo creato un’importante partnership nella gestione dei Certificates.

Nello scenario attuale di mercato ritengo che sia strategico investire in questi strumenti una quota di almeno il 20% del tuo Portafoglio. Per approfondire l’argomento e avere maggiori informazioni, contattami. Se hai minusvalenze che scadono entro l’anno è il momento di accelerare i tempi. Se invece scadranno nei prossimi anni, prepararti comunque per tempo per recuperarle senza ansiaFabrizio Taccuso  

 

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Minusvalenze e Perdite

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