Minusvalenze in scadenza: cosa sono e come recuperarle in tempo

Guida aggiornata sulle minusvalenze in scadenza: cosa sono, quando si perdono, perché fondi comuni ed ETF non sempre permettono il recupero fiscale, quali strumenti possono compensarle e come gestire lo zainetto fiscale prima della scadenza.
Cosa trovi in questo articolo:
Minusvalenze in scadenza 2026: come recuperarle

Le minusvalenze in scadenza sono perdite realizzate su strumenti finanziari che possono ridurre la tassazione su future plusvalenze fiscalmente compatibili.

Questa possibilità non dura per sempre. Le minusvalenze generate nel 2022 devono essere compensate entro il 31 dicembre 2026; dopo questa data non potranno più essere utilizzate.

Molti investitori, però, non conoscono l’importo presente nello zainetto fiscale, la relativa scadenza o quali guadagni possano effettivamente compensarlo.

Il problema emerge soprattutto nei portafogli costruiti con fondi comuni, SICAV e altri prodotti di risparmio gestito. Vendere un fondo in perdita può generare una minusvalenza, mentre il guadagno realizzato su un altro fondo normalmente non permette di recuperarla.

Non è soltanto un limite fiscale. Un sistema distributivo remunerato attraverso la vendita di prodotti può avere più interesse a collocare nuovi strumenti che a risolvere l’inefficienza fiscale del cliente.

Si vendono prodotti su cui si incassano importanti commissioni. La minusvalenza può rimanere nello zainetto fino alla scadenza.

In questa guida analizziamo come funzionano le minusvalenze, quando si perdono, quali strumenti possono compensarle e quali errori evitare.

L’obiettivo non è comprare un prodotto qualsiasi a fine anno. È costruire un portafoglio efficiente anche dal punto di vista fiscale.

Cosa sono le minusvalenze

Le minusvalenze sono perdite realizzate quando vendi uno strumento finanziario a un prezzo inferiore rispetto al suo prezzo di acquisto fiscale.

Se acquisti un titolo a 10.000 euro e lo vendi a 8.000 euro, realizzi una perdita di 2.000 euro. Dal punto di vista fiscale, quella perdita può generare una minusvalenza.

Il concetto opposto è la plusvalenza cioè il guadagno realizzato quando vendi uno strumento finanziario a un prezzo superiore rispetto al prezzo di acquisto.

La differenza è semplice:

  • la plusvalenza genera un guadagno tassabile;
  • la minusvalenza genera una perdita fiscalmente utilizzabile.

Una minusvalenza viene spesso definita “credito fiscale”, ma l’espressione può essere fuorviante. Non si tratta di una somma che lo Stato rimborsa direttamente. È una perdita fiscalmente riportabile che, entro determinati limiti, può ridurre l’imposta dovuta su future plusvalenze compatibili.

Questo significa che avere 10.000 euro di minusvalenze non equivale ad avere 10.000 euro da incassare. Significa poter compensare, quando ne ricorrono le condizioni, altrettante plusvalenze imponibili.

Il punto decisivo è proprio questo: non tutti i guadagni finanziari possono utilizzare le minusvalenze.

Minusvalenze in scadenza: quando si perdono

Puoi recuperare le minusvalenze nell’anno in cui si verificano e nei quattro periodi d’imposta successivi. Se non riesci a compensarle entro il termine previsto, le perdi definitivamente.

La possibilità di riportarle negli anni successivi, ma non oltre il quarto, è indicata nelle istruzioni del Modello Redditi Persone Fisiche 2026 dell’Agenzia delle Entrate.

Anno di realizzazione della minusvalenzaTermine per il recupero
202231 dicembre 2026
202331 dicembre 2027
202431 dicembre 2028
202531 dicembre 2029
202631 dicembre 2030

La tabella dovrebbe essere controllata almeno una volta all’anno, preferibilmente con largo anticipo rispetto alla scadenza. Aspettare novembre o dicembre è quasi sempre un errore. Quando il tempo si riduce, diminuiscono anche le alternative e aumenta il rischio di accettare operazioni non coerenti con il portafoglio.

È proprio in questi momenti che una necessità fiscale può trasformarsi in un’occasione commerciale. All’investitore viene presentato un prodotto complesso come soluzione urgente per “salvare” le minusvalenze. Il beneficio fiscale viene enfatizzato; al contrario di rischi, costi e commissioni, a cui viene data meno attenzione.

La gestione delle minusvalenze non dovrebbe essere una corsa di fine anno. Dovrebbe rientrare nella manutenzione ordinaria del portafoglio.

Capire quante minusvalenze hai a disposizione e quando scadono richiede un controllo dello zainetto fiscale: il check-up gratuito sulle minusvalenze nasce proprio per questo.

Come funziona lo zainetto fiscale

Quando operi con una banca o un intermediario italiano in regime amministrato, la fiscalità viene gestita direttamente dall’intermediario, che agisce come sostituto d’imposta.

La banca applica le imposte sulle plusvalenze, registra le minusvalenze realizzate e aggiorna la posizione fiscale. Quando chiudi un’operazione con un guadagno fiscalmente compatibile, la banca utilizza le minusvalenze disponibili per effettuare la compensazione.

Le perdite confluiscono nel cosiddetto zainetto fiscale, un contenitore virtuale nel quale vengono indicati gli importi ancora utilizzabili e le relative scadenze.

Un esempio semplice

Immagina di avere 5.000 euro di minusvalenze nello zainetto fiscale.

Successivamente vendi azioni in guadagno e realizzi una plusvalenza fiscalmente compensabile di 5.000 euro. La banca può utilizzare le minusvalenze pregresse per ridurre o azzerare l’imposta dovuta.

Applicando l’aliquota ordinaria del 26%, il beneficio fiscale potenziale è pari a 1.300 euro.

Non hai guadagnato 1.300 euro in più dal mercato. Hai evitato di pagare un’imposta su un guadagno compensato da una perdita precedente.

Dove vedere le minusvalenze

Nel regime amministrato, le minusvalenze sono riportate nella posizione fiscale fornita dalla banca o dal broker.

Il documento può assumere denominazioni differenti:

  • zainetto fiscale;
  • posizione fiscale;
  • situazione fiscale titoli;
  • prospetto minusvalenze;
  • certificazione delle minusvalenze.

Dovrebbe indicare l’importo disponibile, l’anno in cui le minusvalenze sono state generate, la relativa scadenza, gli importi già compensati e il residuo ancora utilizzabile.

Questo controllo diventa particolarmente importante se hai cambiato banca, trasferito titoli, chiuso rapporti o accumulato perdite presso intermediari diversi. Non basta guardare il valore attuale degli investimenti. Un portafoglio può essere complessivamente in guadagno e avere comunque minusvalenze pregresse inutilizzate.

Allo stesso modo, un investimento attualmente in perdita non genera automaticamente una minusvalenza. La perdita fiscale nasce normalmente quando chiudi l’operazione a un prezzo di vendita inferiore all’acquisto.

Come si calcola una minusvalenza

In linea generale, la minusvalenza deriva dalla differenza negativa tra il valore fiscale di vendita e quello di acquisto.

Se uno strumento è stato acquistato per 10.000 euro e viene venduto per 8.500 euro, la perdita è pari a 1.500 euro.

Il calcolo effettivo può però considerare commissioni, costi di negoziazione, ratei, cambio valutario e altre componenti fiscali. Per questo l’importo indicato dalla banca può non coincidere perfettamente con il risultato ottenuto confrontando soltanto i prezzi di acquisto e di vendita.

Quando trasferisci titoli da un intermediario a un altro, verifica inoltre che il prezzo di carico fiscale sia stato comunicato correttamente. Un dato errato può alterare il calcolo delle future plusvalenze e minusvalenze.

Redditi di capitale e redditi diversi: la differenza decisiva

Per capire come recuperare le minusvalenze bisogna conoscere una distinzione fondamentale della fiscalità finanziaria italiana: quella tra redditi di capitale e redditi diversi.

È una distinzione tecnica, ma produce conseguenze molto concrete.

Tra i redditi di capitale rientrano generalmente cedole obbligazionarie, dividendi, proventi distribuiti da fondi ed ETF e risultati positivi realizzati su fondi comuni ed ETF armonizzati.

Questi redditi non possono normalmente essere utilizzati per compensare le minusvalenze presenti nello zainetto fiscale.

Tra i redditi diversi possono invece rientrare le plusvalenze realizzate su azioni, la componente positiva derivante dal prezzo delle obbligazioni, i risultati prodotti da ETC, ETN, certificates e strumenti derivati, secondo le relative caratteristiche e qualificazioni fiscali.

Le minusvalenze possono essere compensate con redditi diversi positivi fiscalmente compatibili. Non possono essere compensate con redditi di capitale.

Puoi quindi avere minusvalenze nello zainetto fiscale e, nello stesso tempo, continuare a pagare imposte su dividendi, cedole o guadagni realizzati attraverso fondi ed ETF. Non basta che un investimento guadagni. Deve produrre un risultato appartenente alla corretta categoria fiscale.

Il paradosso fiscale delle minusvalenze da fondi comuni

Uno dei casi più frequenti riguarda l’investitore che, per anni, ha acquistato fondi comuni proposti dalla banca, dal consulente della rete o dal promotore finanziario.

Quando vendi un fondo in perdita, il risultato negativo genera una minusvalenza. Questa entra nello zainetto fiscale e può essere utilizzata entro il termine previsto.

Il problema arriva quando un altro fondo viene venduto in guadagno.

Perché i guadagni dei fondi non compensano le minusvalenze

Il risultato positivo del fondo è normalmente classificato come reddito di capitale. Di conseguenza, non può compensare la minusvalenza precedente.

Il meccanismo produce una situazione paradossale:

  • il fondo in perdita genera una minusvalenza;
  • il fondo in guadagno viene tassato;
  • la perdita precedente rimane nello zainetto;
  • alla scadenza, la minusvalenza non utilizzata viene persa.

Non è difficile capire chi esca penalizzato da questo meccanismo. L’intermediario può continuare a ricevere commissioni sui fondi presenti nel portafoglio. Il cliente, invece, sostiene i costi dei prodotti, paga l’imposta sui risultati positivi e rischia di perdere il beneficio fiscale delle minusvalenze.

Questo è il punto nel quale emerge netto il conflitto di interessi di banche e reti di promozione finanziaria.

Un sistema remunerato prevalentemente attraverso la vendita e la detenzione di fondi comuni ha un incentivo economico a continuare a proporre fondi. Non ha necessariamente lo stesso incentivo a costruire un portafoglio capace di gestire in modo efficiente lo zainetto fiscale.

Non significa che ogni fondo comune sia sbagliato o che ogni consulente legato a una banca fornisca cattivi consigli. Significa che il modello di remunerazione può condizionare le soluzioni proposte.

L’investitore dovrebbe conoscere questo conflitto, non scoprirlo quando le minusvalenze stanno per scadere.

Quanto può costare questa inefficienza

Immagina di avere 10.000 euro di minusvalenze e di realizzare successivamente un guadagno di 10.000 euro vendendo un fondo comune.

Nella generalità dei casi, il guadagno del fondo viene tassato e non utilizza le minusvalenze pregresse. Applicando l’aliquota ordinaria del 26%, l’investitore può pagare 2.600 euro di imposte pur avendo una perdita fiscale dello stesso importo ancora disponibile.

Il portafoglio può quindi contenere numerosi fondi comuni, generare commissioni ricorrenti per chi li distribuisce e restare inefficiente per chi li possiede.

La domanda che ogni investitore dovrebbe farsi è semplice:

“Il mio portafoglio è costruito per essere efficiente anche dal punto di vista fiscale oppure è soltanto una collezione di prodotti collocati nel tempo?“

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Minusvalenze da ETF: perché non si recuperano con altri ETF

Un problema simile riguarda gli ETF armonizzati.

La vendita in perdita di un ETF può generare una minusvalenza. Il risultato positivo realizzato vendendo un ETF è invece normalmente considerato reddito di capitale e non permette di compensare le minusvalenze pregresse.

L’asimmetria è evidente: l’ETF può creare una minusvalenza quando perdi, ma normalmente non consente di recuperarla quando guadagni.

Questo non significa che gli ETF siano strumenti da evitare. Possono essere molto efficienti per costruire portafogli diversificati, trasparenti e a basso costo.

La differenza rispetto ai fondi collocati dalle reti è importante: gli ETF non sono necessariamente al centro di un modello distributivo basato sulle retrocessioni. Rimane però la stessa inefficienza fiscale nella compensazione delle minusvalenze.

Un portafoglio composto soltanto da fondi ed ETF potrebbe quindi non essere sufficiente per gestire lo zainetto fiscale. La fiscalità deve essere considerata nella costruzione del portafoglio, senza compromettere diversificazione, rischio e coerenza con gli obiettivi.

Quali strumenti possono recuperare le minusvalenze

La domanda non è soltanto: “Questo investimento può guadagnare?”

La domanda fiscalmente corretta è: “Se questo investimento genera un guadagno, quel guadagno può compensare le minusvalenze?”

Investire con la certezza che chi ti consiglia è dalla tua parte

Strumenti finanziari e recupero minusvalenze

Quali strumenti generano minusvalenze? Quali permettono di recuperarle?

Strumento finanziario Può generare minusvalenze? Può recuperare minusvalenze? Categoria fiscale Note principali
Azioni Sì Sì Redditi diversi Plusvalenze e minusvalenze sono redditi diversi e sono pienamente compensabili.
Obbligazioni Sì Sì Redditi diversi La plusvalenza nasce dalla vendita sopra il prezzo di acquisto fiscale. Le cedole non compensano.
ETC / ETN Sì Sì Redditi diversi Le plusvalenze sono redditi diversi. Attenzione a rischi specifici e al rischio emittente (ETN).
Certificates Sì Sì Redditi diversi Possono generare redditi diversi. Strumenti complessi: attenzione a costi, barriere e rischio emittente.
Derivati Sì Sì Redditi diversi Le plusvalenze sono redditi diversi. Strumenti adatti solo a investitori evoluti.
ETF armonizzati Sì No Redditi di capitale Le minusvalenze entrano nello zainetto fiscale, ma la plusvalenza (redditi di capitale) non compensano.
Fondi comuni / SICAV Sì No Redditi di capitale Le minusvalenze da fondi si recuperano solo con redditi diversi, non con altri fondi.
Cedole obbligazionarie No No Redditi di capitale Le cedole sono redditi di capitale e non permettono di compensare minusvalenze.
Dividendi azionari No No Redditi di capitale I dividendi sono redditi di capitale e non consentono di recuperare minusvalenze.

Da ricordare

Puoi avere minusvalenze nello zainetto fiscale e, allo stesso tempo, pagare imposte su guadagni da strumenti che generano redditi di capitale. Conta la categoria fiscale della plusvalenza, non il semplice guadagno.

Obiettivo

Costruire un portafoglio fiscalmente efficiente significa scegliere strumenti che, oltre a generare rendimento, ti aiutano a recuperare le minusvalenze e ottimizzare il carico fiscale.

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Fiscalità e strategia insieme

La fiscalità non è solo un dettaglio: è parte integrante della strategia di investimento.

L’infografica ha finalità orientativa. Il trattamento effettivo può dipendere dalla natura dello strumento, dalle sue caratteristiche, dal regime fiscale e dalla contabilizzazione effettuata dall’intermediario.

Il principio da ricordare è questo: recuperare minusvalenze non significa semplicemente generare un guadagno. Significa realizzare un guadagno fiscalmente compatibile.

Se vendi un fondo comune con 10.000 euro di risultato positivo, nella maggior parte dei casi paghi l’imposta e non utilizzi lo zainetto fiscale.

Se realizzi una plusvalenza fiscalmente compatibile attraverso azioni, obbligazioni, ETC o altri strumenti, quella plusvalenza può invece assorbire le minusvalenze disponibili.

La differenza non è marginale. Incide direttamente sul rendimento netto dell’investitore.

Queste regole vanno poi riportate al proprio portafoglio, strumento per strumento: è questo l’oggetto del check-up sulle minusvalenze.

Un esempio concreto di compensazione

Immagina di avere 5.000 euro di minusvalenze pregresse.

Successivamente realizzi due operazioni differenti:

  • vendi un fondo comune con un risultato positivo di 5.000 euro;
  • vendi azioni con una plusvalenza di 5.000 euro.

Nel primo caso, il risultato positivo del fondo è un reddito di capitale. L’investitore paga l’imposta sul guadagno e conserva le minusvalenze nello zainetto fiscale.

Nel secondo caso, la plusvalenza realizzata sulle azioni è un reddito diverso. Può quindi assorbire le minusvalenze pregresse e ridurre o azzerare l’imposta, entro l’importo disponibile.

Il risultato finanziario lordo è lo stesso: 5.000 euro di guadagno.

Il risultato fiscale è completamente diverso.

Questo esempio mostra perché la fiscalità deve essere considerata nella costruzione del portafoglio. Un portafoglio composto soltanto da fondi ed ETF può essere efficiente sotto il profilo della diversificazione e dei costi, ma poco adatto al recupero di minusvalenze consistenti.

Come recuperare le minusvalenze in scadenza

Il principio generale consiste nel realizzare plusvalenze appartenenti alla categoria dei redditi diversi e fiscalmente compatibili con le perdite presenti nello zainetto.

La soluzione più lineare è verificare se nel portafoglio esistano già strumenti in guadagno la cui vendita abbia senso anche dal punto di vista finanziario.

Una vendita può essere coerente quando una posizione è diventata troppo rilevante, il titolo ha raggiunto il valore obiettivo, vuoi ridurre il rischio specifico oppure devi ribilanciare il portafoglio.

In questi casi la gestione fiscale accompagna una decisione finanziaria già sensata.

Diverso è acquistare uno strumento rischioso o complesso soltanto perché genera redditi diversi. Il vantaggio fiscale non deve diventare l’unica ragione dell’investimento.

Prima stabilisci la strategia di investimento. Poi viene la fiscalità. Non il contrario.

Recuperare minusvalenze con le azioni

Le azioni sono tra gli strumenti più diretti per generare plusvalenze fiscalmente compatibili.

Immagina di avere 4.000 euro di minusvalenze in scadenza e azioni acquistate a 20.000 euro che oggi valgono 24.000 euro.

Vendendo le azioni realizzi una plusvalenza di 4.000 euro che, se fiscalmente compatibile, può utilizzare integralmente la minusvalenza.

La vendita può avere senso se avevi già previsto di ridurre la posizione, se il titolo è diventato troppo pesante o se vuoi diminuire il rischio legato a una singola società.

Alcuni investitori valutano la vendita e il successivo riacquisto dello stesso titolo. Questa operazione non deve diventare un automatismo. Commissioni, spread, volatilità, tempi di regolamento e rischio di riacquistare a un prezzo più alto possono ridurne la convenienza.

Recuperare minusvalenze con le obbligazioni

Anche le obbligazioni possono generare risultati utili alla compensazione quando vengono vendute a un prezzo fiscalmente superiore a quello di acquisto.

Può accadere, per esempio, quando un’obbligazione acquistata sotto la pari aumenta di valore in seguito alla riduzione dei tassi o al miglioramento del merito creditizio dell’emittente.

Occorre però distinguere la componente derivante dal prezzo dalla cedola. La plusvalenza da compravendita può produrre un reddito diverso compensabile. La cedola è invece un reddito di capitale e non riduce lo zainetto fiscale.

Il trattamento effettivo può dipendere dalle caratteristiche del titolo. Prima di operare è opportuno verificare il calcolo con l’intermediario.

Recuperare minusvalenze con ETC ed ETN

Gli ETC e gli ETN possono generare redditi diversi e risultare utili, in molti casi, per compensare minusvalenze.

Il possibile vantaggio fiscale non elimina però i rischi legati al sottostante, all’emittente, al cambio, alla liquidità e agli spread di negoziazione.

Un ETC sull’oro può avere una funzione reale all’interno di un portafoglio diversificato. Non dovrebbe essere acquistato soltanto perché “serve a recuperare minusvalenze”.

La differenza è sostanziale. Nel primo caso lo strumento risponde a una strategia e offre anche un possibile vantaggio fiscale. Nel secondo caso la fiscalità diventa il pretesto per inserire nel portafoglio qualcosa che potrebbe non servire.

Certificates e minusvalenze: quando il problema fiscale diventa un’occasione di vendita

I certificates possono produrre redditi diversi e vengono spesso presentati come la soluzione più immediata per recuperare minusvalenze, in particolare per la categoria dei Maxicoupon. Ed è proprio qui che bisogna aumentare l’attenzione.

Quando il recupero fiscale diventa una leva commerciale

Una minusvalenza in scadenza rappresenta un problema per l’investitore, ma può trasformarsi in un’eccellente opportunità commerciale per chi colloca prodotti strutturati.

Il messaggio è seducente: “Hai delle minusvalenze? Con questo certificate puoi recuperarle”.

Ciò che viene detto meno chiaramente è che il prodotto può contenere costi impliciti, commissioni di collocamento, rischio emittente, barriere e condizioni che l’investitore spesso fatica a valutare.

Il vantaggio fiscale viene compreso subito. Il rischio finanziario molto meno.

Il vantaggio fiscale non basta

Un certificate può essere adatto in alcune circostanze, ma deve essere valutato considerando struttura, sottostante, barriere, liquidità, costi e coerenza con il profilo di rischio.

Se l’unica ragione per acquistarlo è recuperare le minusvalenze, il rischio è evidente: trasformare una perdita fiscale già realizzata in una nuova perdita finanziaria.

Questo non significa che ogni certificate sia sbagliato. Significa che, quando la soluzione consigliata remunera chi la propone, il conflitto di interessi deve essere dichiarato, compreso e valutato.

Sul rapporto tra certificates, minusvalenze e conflitti commerciali ho rilasciato un’intervista al Sole 24 Ore.

Per approfondire funzionamento, rischi, cedole, barriere e criteri di scelta puoi leggere anche l’articolo dedicato ai certificates.

Minusvalenze nel 730 e regimi fiscali

Prima di valutare qualsiasi operazione bisogna capire quale regime fiscale viene applicato e presso quale intermediario è registrata la posizione.

Regime amministrato

Nel regime amministrato la banca o il broker italiano agisce come sostituto d’imposta. Applica le imposte, registra le minusvalenze e utilizza lo zainetto fiscale quando vengono realizzate plusvalenze compatibili.

È il regime più semplice per molti investitori, ma presenta un limite importante: ogni intermediario gestisce la propria posizione fiscale. Se hai minusvalenze presso una banca e realizzi plusvalenze presso un’altra, la compensazione non avviene automaticamente.

Regime dichiarativo

Nel regime dichiarativo è il contribuente a indicare plusvalenze e minusvalenze nella dichiarazione dei redditi.

Questo regime può consentire di considerare congiuntamente le operazioni effettuate presso più intermediari, compresi quelli esteri, ma richiede una ricostruzione precisa e il rispetto delle regole dichiarative.

In presenza di intermediari esteri, cripto-attività, strumenti complessi o numerose operazioni è opportuno rivolgersi a un commercialista esperto in fiscalità finanziaria.

Regime gestito

Nel regime gestito l’imposta viene calcolata sul risultato complessivo maturato dalla gestione, considerando le componenti positive e negative secondo le regole applicabili.

Le compensazioni avvengono quindi all’interno della gestione, con una logica diversa rispetto allo zainetto fiscale del regime amministrato. Prima di trasferire o chiudere una gestione patrimoniale è opportuno verificare il trattamento dell’eventuale risultato negativo residuo e la documentazione che verrà rilasciata.

Minusvalenze nel Modello 730/2026

Nel regime amministrato normalmente non devi riportare nel 730 le operazioni gestite dall’intermediario italiano, perché la banca applica direttamente le imposte.

La situazione cambia nel regime dichiarativo o quando vengono utilizzati intermediari esteri.

Nel Modello 730/2026, relativo ai redditi del 2025, il riferimento è il Quadro T dedicato alle plusvalenze di natura finanziaria. In questo quadro vengono riportate anche le minusvalenze residue che non è stato possibile compensare.

Nel Modello Redditi Persone Fisiche il riferimento resta invece il Quadro RT.

Errori nella compilazione possono compromettere il corretto riporto delle perdite negli anni successivi. Questa parte deve quindi essere verificata sulla situazione concreta del contribuente.

Minusvalenze presso banche diverse

In regime amministrato, ogni intermediario conserva il proprio zainetto fiscale.

Se hai 10.000 euro di minusvalenze presso la banca A e realizzi 10.000 euro di plusvalenze su azioni presso la banca B, la seconda banca non utilizza automaticamente le perdite registrate presso la prima.

Per coordinare le posizioni può essere necessario concentrare gli investimenti presso un solo intermediario, trasferire i titoli, chiudere un rapporto chiedendo la certificazione delle minusvalenze residue oppure valutare il regime dichiarativo con il supporto di un commercialista.

Prima di trasferire un dossier è necessario controllare sia la posizione fiscale sia il corretto trasferimento dei prezzi di carico.

Cosa fare se hai minusvalenze in scadenza

Se hai minusvalenze che scadono entro il 31 dicembre, la prima cosa da fare non è chiedere quale prodotto comprare.

Devi partire dai dati.

Richiedi la posizione fiscale e verifica l’importo disponibile, l’anno di formazione, la scadenza e l’intermediario presso il quale le perdite sono registrate.

A questo punto analizza il portafoglio. Potrebbero esserci strumenti in guadagno che avevi già deciso di vendere, posizioni diventate troppo rilevanti o investimenti non più coerenti con la strategia.

Solo dopo questa analisi puoi verificare se l’eventuale vendita generi una plusvalenza fiscalmente compatibile.

Il percorso corretto in cinque passaggi

Il percorso corretto è quindi:

  1. ricostruire lo zainetto fiscale;
  2. analizzare plusvalenze latenti e composizione del portafoglio;
  3. verificare il trattamento fiscale degli strumenti;
  4. valutare costi e rischi delle operazioni;
  5. intervenire solo se la scelta ha senso anche dal punto di vista finanziario.

Deve essere considerata anche la possibilità di non recuperare integralmente le minusvalenze.

Se per ottenere un beneficio fiscale limitato devi acquistare uno strumento costoso, rischioso o difficile da comprendere, potresti creare un danno superiore al vantaggio atteso.

Perdere una minusvalenza è spiacevole. Perdere altro capitale nel tentativo di recuperarla è peggio.

Non aspettare le ultime sedute dell’anno

Se la minusvalenza scade il 31 dicembre, non è prudente attendere gli ultimi giorni dell’anno.

I tempi di esecuzione, regolamento e contabilizzazione fiscale possono variare in base allo strumento, al mercato e all’intermediario. Prima di effettuare un’operazione è quindi opportuno chiedere alla banca entro quale data debba essere eseguita e contabilizzata affinché produca effetti fiscali nell’anno in corso.

Gli errori più comuni nel recupero delle minusvalenze

L’errore più frequente è controllare lo zainetto fiscale soltanto a novembre o dicembre. A quel punto il tempo è poco e l’urgenza rende più facile accettare la prima soluzione proposta.

Un altro errore consiste nell’acquistare strumenti esclusivamente per ragioni fiscali. Uno strumento deve avere un ruolo nel portafoglio; il recupero delle minusvalenze può rappresentare un beneficio aggiuntivo, non l’unica motivazione.

Anche continuare a comprare soltanto fondi comuni ed ETF può creare un problema. Il portafoglio può generare nuovi risultati positivi, pagare regolarmente le imposte e non riuscire comunque a ridurre lo zainetto fiscale.

Occorre poi evitare di confondere redditi di capitale e redditi diversi. Dividendi, cedole e risultati positivi di fondi ed ETF armonizzati non compensano normalmente le minusvalenze. Il fatto che un investimento abbia guadagnato non significa che quel guadagno sia fiscalmente utilizzabile.

Infine, bisogna considerare commissioni, spread, costi impliciti e rischio di mercato. Un beneficio fiscale teorico può ridursi o scomparire dopo aver calcolato il costo reale dell’operazione.

Quanto risparmi recuperando le minusvalenze

Una minusvalenza utilizzata permette di evitare l’imposta che sarebbe stata applicata alla plusvalenza compensata.

Nei casi soggetti all’aliquota ordinaria del 26%, il beneficio fiscale potenziale può essere significativo.

Minusvalenze recuperateRisparmio fiscale potenziale al 26%
1.000 euro260 euro
5.000 euro1.300 euro
10.000 euro2.600 euro
25.000 euro6.500 euro

L’esempio è indicativo. Il beneficio effettivo dipende dalla natura degli strumenti, dal regime fiscale, dall’aliquota applicabile e dalla compatibilità tra minusvalenze e risultati positivi.

Su patrimoni importanti, una corretta gestione della fiscalità degli investimenti può incidere significativamente sul risultato netto.

Questo non significa che il portafoglio debba essere costruito esclusivamente per pagare meno imposte. Significa che costi, rischio, rendimento e fiscalità devono essere valutati insieme.

Minusvalenze e pianificazione finanziaria

Il recupero delle minusvalenze non dovrebbe essere considerato un intervento isolato, ma una componente della pianificazione finanziaria.

La domanda non è soltanto: “Come posso recuperare queste minusvalenze?”

La domanda più importante è: “Perché si sono generate?”

Una minusvalenza può essere il normale risultato di mercato di un portafoglio ben costruito. Vendere una posizione in perdita può anche essere una decisione razionale, utile per correggere un errore, diminuire un rischio o effettuare un ribilanciamento.

In altri casi, la perdita può derivare da prodotti inefficienti, costi elevati, concentrazione eccessiva, strumenti acquistati senza comprenderne i rischi oppure decisioni prese nei momenti peggiori.

Recuperare una minusvalenza è utile. Capire perché si è generata può essere ancora più importante.

Una revisione corretta deve considerare la composizione degli strumenti, i costi complessivi, la diversificazione, il livello di rischio, le plusvalenze latenti, le perdite già realizzate e le scadenze dello zainetto fiscale.

Solo così la fiscalità diventa parte della strategia e non una rincorsa dell’ultimo minuto.

Domande frequenti sulle minusvalenze

Quali minusvalenze scadono nel 2026?

Nel 2026 scadono le minusvalenze realizzate nel 2022. Se non vengono utilizzate entro il 31 dicembre 2026 per compensare plusvalenze fiscalmente compatibili, non potranno essere riportate ulteriormente.

Quanto tempo ho per recuperare le minusvalenze?

Le minusvalenze possono essere utilizzate nell’anno in cui vengono realizzate e nei quattro anni successivi. Se non vengono compensate entro il 31 dicembre del quarto anno successivo, non possono più essere recuperate.

Dove posso vedere le minusvalenze disponibili?

Nel regime amministrato sono indicate nella posizione fiscale fornita dalla banca o dal broker. Il documento può essere chiamato zainetto fiscale, prospetto minusvalenze, situazione fiscale titoli o certificazione delle minusvalenze.

Come si recuperano le minusvalenze?

Le minusvalenze vengono utilizzate per compensare plusvalenze appartenenti alla categoria dei redditi diversi. Possono essere fiscalmente idonei, secondo le rispettive caratteristiche, i risultati positivi generati da azioni, obbligazioni, ETC, ETN, certificates e derivati. Cedole, dividendi e risultati positivi di fondi ed ETF armonizzati sono invece normalmente redditi di capitale.

Le minusvalenze da fondi comuni possono essere recuperate?

Sì. La vendita in perdita di un fondo può generare una minusvalenza utilizzabile entro il termine previsto.
Quella perdita non può però essere normalmente compensata con il risultato positivo realizzato vendendo un altro fondo comune. Servono plusvalenze fiscalmente compatibili appartenenti alla categoria dei redditi diversi.

Le minusvalenze da ETF si recuperano con altri ETF?

Nella generalità dei casi no. Gli ETF armonizzati possono generare minusvalenze quando vengono venduti in perdita, mentre i risultati positivi sono normalmente redditi di capitale.
Per utilizzare le minusvalenze servono quindi risultati positivi appartenenti alla categoria dei redditi diversi.

Si possono compensare minusvalenze presenti presso banche diverse?

Nel regime amministrato la compensazione non avviene automaticamente, perché ogni intermediario gestisce il proprio zainetto fiscale. Può essere necessario valutare il trasferimento degli strumenti, la chiusura del rapporto con certificazione delle minusvalenze residue oppure il regime dichiarativo.

Conviene sempre recuperare le minusvalenze?

No, non a qualsiasi costo. Il vantaggio fiscale deve essere confrontato con rischio, costi, spread, complessità e coerenza dell’operazione. Non è razionale esporsi a una possibile perdita rilevante soltanto per ottenere un beneficio fiscale più piccolo.

Vuoi capire se il tuo zainetto fiscale è gestito nel modo corretto?

Le minusvalenze non vanno inseguite a dicembre, quando il tempo è poco e il rischio di prendere decisioni affrettate aumenta. Vanno analizzate, ordinate e inserite all’interno di una strategia coerente con il tuo portafoglio.

Se hai minusvalenze da recuperare, la prima cosa da fare non è comprare un prodotto. È capire la tua situazione: quante minusvalenze hai, quando scadono, con quali strumenti possono essere compensate e se il tuo portafoglio è costruito in modo fiscalmente efficiente.

Con un check-up indipendente possiamo analizzare il tuo portafoglio, verificare la tua posizione fiscale e valutare una strategia coerente con i tuoi obiettivi, senza forzature e senza prodotti inutilmente complessi.

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Fabrizio Taccuso | Consulenza Vincente

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101 risposte

    1. Buongiorno ho avuto minusvalenze per un totale di oltre 6000 euro nei 4 anni precedenti in una piattaforma di trading online. Io non le ho mai dichiarate sul 730 queste minusvalenze ma in questo anno ho avuto plusvalenze per circa 10000 euro. Il prossimo anno con la dichiarazione dei redditi posso sottrarre queste minusvalenze per pagare le tasse o dovevo dichiararle prima e sono perse? Grazie per l’attenzione e buona giornata.

      1. Buonasera Sig. Alfonso se nella piattaforma di trading on line si avvale del regime amministrato, ha la possibilità di recuperare le minusvalenze nell’anno in cui si è verificata e nei 4 anni successivi. In caso contrario Le consiglio di contattare un suo fiscalista di fiducia.

  1. Salve la banca mi ha comunicato che ho accantonato circa 2000 euro di minusvalenza relativa agli ultimi 5 anni.Ma oggi non ho più investimenti, quindi cosa mi accade?

  2. Salve la banca mi ha comunicato che ho accantonato circa 2000 euro di minusvalenza relativa agli ultimi 5 anni.Ma oggi non ho più investimenti, quindi cosa mi accade? Sono per caso a debito con la banca?Mi spiegate? .Vu ringrazio anticipatamente.

    1. Buongiorno Gabriella, le 2.000 euro di minusvalenze significa che lei ha un credito verso il fisco e può recuperarlo nell’anno in cui si verificano le minusvalenze e nei quattro anni successivi. Qualora i suoi investimenti non maturino, successivamente alla realizzazione delle minusvalenze, dei guadagni, lei perde questo credito nei confronti del fisco. Ma se non effettua più investimenti lei non ha nessun debito da saldare

    1. Buonasera Matteo, come già detto in precedenza ad altre persone che mi hanno scritto, io faccio il consulente finanziario indipendente. Mi occupo di gestire il patrimonio dei miei clienti, da un punto di vista finanziario e non solo. La normativa vigente impone di fare la cosiddetta profilatura del cliente prima di dare raccomandazioni personalizzate. Giustamente non è corretto dare input operativi senza conoscere in modo approfondito la conoscenza del cliente, la sua esperienza, il profilo di rischio, obiettivi ecc. ecc. Cordiali saluti

  3. Lei suggerisce l’acquisto di “CERTIFICATES” (prodotto finanziario che non conosco bene) per recuperare le minusvalenze, ma per poter valutare la convenienza, ho bisogno di conoscere:
    – quanto rendono i “certificates”;
    – quanto costa la sua consulenza.
    Grazie.

    Vittorio

    1. Sig. Vittorio, mi contatti pure al mio cel. Il tutto va valutato caso per caso. Non si può dire quanto rendono i certificates! Ne esistono migliaia ed il rendimento dipende da un sacco di variabili. Il costo della consulenza dipende dall’importo del patrimonio oggetto di consulenza e dalla sua complessità.

    2. Buonasera Vittorio, mi contatti in pvt che ne parliamo. E’ impossibile sintetizzare in una risposta un universo complesso come quello dei Certificates. La nostra gestione, da inizio anno, ha un rendimento positivo a doppia cifra.

  4. salve, ma in caso di regime dichiarativo le minusvalenze come possono essere recuperate? Detraendole dalle eventuali tasse da pagare tipo irpef ecc.? grazie

    1. E’ una domanda che è bene girare ad un fiscalista (commercialista). Io sono un consulente finanziario. Il regime fiscale va scelto entro la fine dell’anno, pertanto scelto il regime dichiarativo è possibile compensare tutto a fine anno (minusvalenze e plusvalenze), al contrario di ciò che avviene nel regime amministrato in cui la contabilizzazione fiscale avviene nel momento in cui si effettua l’operazione. Pertanto se vendo in guadagno mi viene addebitata l’imposta sul capital gain (se non ho minus pregresse).

  5. Ho circa 17mila euro di minusvalenze fiscali per delle perdite su MTA. Scadono a fine 2020, come posso agire per recuperare qualcosa?

  6. Grazie ai vostri consigli sono riuscita a recuperare interamente le mie minusvalenze che mi angosciavano. Ottima la gestione in Certificates! Ha risolto tutti i miei problemi. Meno male che ci sono i consulenti finanziari indipendenti bravi!

  7. salve ho una minusvalenza di 1.562,264 EUR accumulata tra 2016 e 2017 e ho appena venduto un ETF ( 10000 pezzi) a 0.81 € comprato a 0.6214. quindi 8100 contro 6214 €.
    Recupererò qualcosa? se si quanto e come? grazie 1000

  8. scusate è un ETC. Ripeto il quadro complessivo 1.562,264 EUR di minusvalenza. Venduti 10000 ETC a 0.81 contro 0.6214 di acquisto. Recupero? in che modo e importo?

    1. Buona sera Paolo, gli Etc consentono sempre di recuperare minusvalenze pregresse. La banca fa da sostituto d’imposta e calcola in automatico la plusvalenza che viene portata in diminuzione dalle minusvalenze passate. Nel Suo caso (0,81-0,6214)= 0,1886×10000= 1.886 Euro. Dai 1.886 euro porta in detrazione interamente le minus (1.562,264) e va pagare il 26% esclusivamente sulla differenza: (1.886 – 1.562,264) = 323,736×26% = 84,17 Euro

  9. buongiorno posso trasformare minusvalenze in regime amministrato in regime dichiarativo? se si le scadenze per il recupero quali sono? grazie cordiali saluti

    1. Buonasera Sig. Paolo, è possibile passare da regime amministrato a regime dichiarativo, ma la variazione ha effetto solo dal 01/01 dell’anno successivo. A tal fine chiuderà il deposito in regime amministrato e la banca rilascerà la certificazione delle minusvalenze con le relative date di scadenza (il c.d zainetto fiscale) che potrà essere utilizzato in dichiarazione dei redditi a compensazione delle plusvalenze. Le consiglio comunque prima di parlare con il suo commercialista. Cordiali saluti

  10. buongiorno ho letto sul sito dell’agenzia delle entrate che in base alla circolare del n 72 del 2-9-2016 per i privati che guadagnano più di 50000 euro da compravendita di bitcoin devono pagare le tasse. questo dovrebbe valere anche per chi perde più di 50000 euro da compravendita di bitcoin. io vorrei recuperare una perdita che metterò come minusvalenza nel mio 730 di circa 50000 euro si può fare con i certificates? o in altra maniera? grazie

  11. Ho avuto comunicazione da Bancoposta di una minusvalenza generata da fondi in regime amministrato devo dichiarala e come?Grazie

    1. Gentile Sig.ra Giovanna, non deve dichiarare la minusvalenza generata dal fondo di Bancoposta. Bancoposta, come le banche fa da sostituto d’imposta: significa che trattiene per conto suo l’imposta sul capital gain se e quando guadagna. Allo stesso modo deve anche certificare le eventuali minusvalenze nel momento in cui si dovessero verificare. Venendo al Suo caso specifico, Lei non deve inserire la minus nella dichiarazione dei redditi, ma ha tempo l’anno in cui si è verificata e i quattro anni successivi per recuperare la perdita realizzata. Per fare ciò però non deve investire in altri fondi; infatti la fiscalità su questi argomenti è penalizzante e tutte le volte che dovesse guadagnare paga il 26% sull’utile a prescindere da minusvalenze realizzate in precedenza. Capisco che risulta un po’ complicato, ma se ha bisogno di ulteriori chiarimenti La invito a contattarmi telefonicamente.

    1. Buon pomeriggio, pubblico integralmente la Risoluzione N. 71/E/2016 del 2 Settembre relativa ad Operazioni di trading online: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

      Nelle operazioni di trading online, i broker esteri non rientrano tra i soggetti previsti dalla normativa sul risparmio amministrato che possono agire come sostituti d’imposta in Italia, pertanto il contribuente deve indicare i redditi diversi derivanti dai rapporti con tali broker nel quadro RT, denominato “Plusvalenze di natura finanziaria” , sezione II, righi da RT 21 a RT 30, di UNICO PF 2016. Invece le eventuali quote residue delle minusvalenze risultanti dalla sezione II devono essere riportate nel rigo RT93, colonna 5. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 71/E del 2016.

      Con la risoluzione n. 71/E del 2016, l’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti in merito all’applicazione della normativa sul risparmio amministrato nell’ambito delle operazioni di trading online.
      Nello specifico l’interpello chiedeva indicazioni circa la legittimità della deducibilità delle perdite,
      mediante l’indicazione dell’importo totale delle stesse, con la relativa conservazione delle dichiarazioni rilasciate dai vari Direzione Centrale Normativa broker, ove si evince l’investimento iniziale e la somma eventuale riscossa per l’operazione di trading, ovvero, nel caso di mancata riscossione rispetto l’investimento effettuato, la perdita subita.
      Inoltre l’istante chiedeva la legittimità di richiedere ai broker presso i quali intrattiene i rapporti, l’applicazione regime del risparmio amministrato, e le formalità da rispettare per non incorrere in irregolarità di carattere fiscale nel caso in cui tale regime venisse applicato da broker situati in paesi UE o Extra UE e, in particolare, in paesi a fiscalità privilegiata.
      La soluzione delle Entrate
      Partendo da un’analisi della natura civilistica dei contratti Forex e delle Operazioni Binarie, l’Agenzia arriva a sostenere che, in entrambi i casi, ai fini del calcolo dell’imponibile, trova applicazione l’art. 68 TUIR , secondo cui i redditi sono costituiti dalla somma algebrica dei differenziali positivi o negativi, nonché degli altri proventi od oneri, percepiti o sostenuti, in relazione a ciascuno dei rapporti indicati.
      In ragione di ciò, il contribuente deve indicare tali redditi nel quadro RT del modello UNICO PF e autoliquidare l’imposta eventualmente dovuta. Mentre, l’eventuale eccedenza delle minusvalenze risultante nel medesimo quadro RT potrà essere portata in deduzione delle plusvalenze realizzate nei quattro periodi d’imposta successivi.
      Quanto invece alla richiesta specifica di applicazione del risparmio amministrato, afferma l’Agenzia che può essere esercitata soltanto in presenza di uno stabile rapporto di mandato, di deposito, custodia o amministrazione presso banche, società di intermediazione mobiliare, società fiduciarie e società di gestione del risparmio residenti in Italia, nonché presso stabili organizzazioni in Italia dei medesimi soggetti non residenti, Poste Italiane S.p.A. e agenti di cambio.
      Tale opzione può essere esercitata anche in relazione ai redditi appartenenti a quelli della stessa categoria di oggetto di interpello con l’ulteriore condizione che i predetti soggetti intervengano in tali rapporti come intermediari professionali o come controparti.
      Questo regime comporta l’applicazione e il versamento dell’imposta sostitutiva del 26% sui predetti redditi da parte degli intermediari abilitati e, conseguentemente, solleva i contribuenti dall’obbligo di includere i redditi diversi di natura finanziaria nella propria dichiarazione dei redditi.
      Nel caso di specie, tenuto conto che i broker esteri non sono uno dei soggetti previsti dalla norma che possono agire come sostituti d’imposta in Italia, si ritiene che il contribuente debba indicare i redditi diversi derivanti dai rapporti in oggetto nel quadro RT (denominato “Plusvalenze di natura finanziaria”), sezione II, righi da RT21 a RT30, di UNICO PF 2016.
      Le eventuali quote residue delle minusvalenze risultanti dalla sezione II devono essere riportate nel rigo RT93, colonna 5.
      Ai fini del calcolo delle plusvalenze/minusvalenze, il contribuente si deve avvalere delle certificazioni rilasciate dai broker esteri, che devono essere conservate dal contribuente ai fini di un eventuale riscontro richiesto dagli organi dell’Amministrazione Finanziaria.
      Si fa presente, inoltre, che i rapporti che il contribuente detiene con i broker esteri rientrano tra i contratti derivati e altri rapporti finanziari stipulati al di fuori del territorio dello Stato, pertanto tali rapporti devono essere indicati nel quadro RW della propria dichiarazione annuale dei redditi, in quanto tali rapporti sono suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia; e inoltre sono assoggettati all’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero.

  12. Buonasera, nel 2014 ho dovuto vendere delle azioni nel 2014 subendo una minusvalenze di circa € 9.000,00, e sono in regime di tassazione amministrato.
    Adesso con un’altro operatore ho la possibilità di potere vendere delle azioni e recuperare quasi la metà delle minus che stanno per scadere. La domanda è : come posso compensare? la banca attuale può verificare le mie minusvalenze subite da un altro operatore? o devo farmi rilasciare una certificazione dalla vecchia banca?
    La ringrazio anticipatamente
    Marcello

    1. Buonasera Sig. Puglisi, domanda interessante che riguarda sicuramente molti altri lettori. Per poter recuperare le minusvalenze realizzate ha due strade:
      1) trasferisce le azioni in guadagno nella banca in cui ha realizzato in precedenza le minusvalenze;
      2) Si fa certificare le minusvalenze dalla banca in cui sono maturate e se le fa caricare nella banca in cui ha le azioni in guadagno. Per fare ciò, però, il deposito in cui ha realizzato le minus deve essere vuoto e deve essere estinto. In caso contrario deve seguire il punto 1.
      Cordiali saluti

  13. Buonasera e complimenti!
    Ho comprato delle obbligazioni a 100 ed ora valgono 104, se le vendo realizzando una plusvalenza, posso compensarla con delle minusvalenze pregresse che ho in zainetto?
    Grazie per un suo aiuto

    1. Buonasera Sig. Nicola, certamente la plusvalenza realizzata va prima a compensare le minusvalenze pregresse. Solo quando saranno azzerate inizierà a pagare il capital gain. Cordiali saluti

  14. Attualmente ho minus valenze per circa 10 mila euro.

    Per poter utilizzare queste minus valenze intenderei prima della fine dell’anno vendere, e il giorno dopo ricomprare, il btp decennale in mio possesso per una quantità di 320 mila euro, che ora vale 360.300 euro.

    Il prossimo anno 2020 mi si profilano altre minus valenze per la scadenza di obbligazioni in try e in zar, che mi genereranno minus valenze per presumibili 30-40 mila euro.

    Ora chiedo quanto segue:

    Nell’effettuare ora questa citata vendita e poi riacquisto del btp decennale, per massimizzare i vantaggi devo vendere e riacquistare tutti i 320 mila, o farlo su una quantità minore per esempio solo un terzo?: in modo da utilizzare le minus valenze anche per il prossimo anno.
    – Mi conviene aspettare la fine dl prossimo anno o è indifferente?

    1. Io ora farei l’operazione solo per la parte di Btp che Le consente di azzerare le minusvalenze in scadenza. Ciò allo scopo di limitare il costo delle commissioni di negoziazione in vendita ed in riacquisto del Btp (ovviamente qualora siano calcolate in %).

  15. Un mio cliente ha avuto una minusvalenza nella propria posizione titoli.
    Vorrebbe poter compensare tale minusvalenza con l’utile derivante dalla distribuzione di riserve della propria società (è socio di S.r.l.).
    E’ forse possibile? grazie

  16. Salve, ho venduto un titolo in perdita, ha generato le minusvalenze, sono in regime amministrativo e il deposito è vuoto, come posso recuperarli, sono in bancoposta.

    1. Buongiorno, deve prima chiudere il deposito titoli e farsi certificare la minusvalenza. Una volta che Bancoposta le ha rilasciato tale certificazione può farla caricare sul dossier titoli di una nuova banca. Li’ avrà 5 anni di tempo per recuperare le minus dall’anno in cui si sono realizzate.

    2. Salve, intanto complimenti per il suo livello di professionalità. Avevo delle minusvalenze pari a 16600 euro che scadono a dicembre 2023 (prodotte nel 2019). Da giugno 2022 ne ho recuperate 10mila solo tramite azioni. In portafoglio ora sono arrivato ad avere 50mila euro di azioni suddivise tra una 25ina di azioni e se il.mercato continua ad andare bene potrei recuperare tutto ma nn e detto.Il mio amministrato e in intesa Paolo.
      Domande: 1) cosa farebbe x aumentare possibilità di recuperare tutto?
      2) certificates non conosco il prodotto e nn mi fido. Su intesa quale certificates consiglia (possibilmente con Isin o nome esatto in modo da non sbagliarmi)
      Grazie e rinnovo i miei complimenti.
      Riccardo

      1. Buongiorno Sig. Riccardo, la normativa fa assoluto divieto di consigliare strumenti finanziari a investitori se prima non è stato fatto il questionario Mifid e la cosiddetta profilatura. Le consiglio pertanto di contattarmi direttamente qualora voglia consigli personalizzati. Cordiali saluti

    1. Buongiorno, è possibile compensare le minus realizzate solo se in banca aveva scelto il regime dichiarativo. Non è possibile se aveva optato, come è probabile, per il regime amministrato.

  17. Buonasera, innanzi tutto le faccio i complimenti per l’articolo. E’ tutto molto chiaro. Volevo sottoporle la mia situazione. Mia moglie con fideuram ha circa 65.000€ investiti in fondi attivi e ceritificati che oggi valgono circa 53.000€ (con la crisi di quest’anno). Siccome voglio vendere tutto per investire in strumenti più efficienti. Quando venderà, se non ho capito male, verranno generate 12.000€ di minusvalenze (se non scendono ancora di valore). Per recuperare devo generare delle plusvalenze con azioni, etc o certificati sempre con fideuram. La mia domanda è: se le commissioni di trading di fideuram fossero troppo alte, posso trasferire le minusvalenze su Directa per operare tramite quel broker? Sono entrambi in regime amministrato. Immagino che il conto su Directa debba essere intestato a lei. La ringrazio per l’eventuale risposta.

    1. Buongiorno e grazie per i complimenti. Una volta venduti tutti i prodotti presenti su Fideuram dovrà chiudere il deposito e richiedere la certificazione fiscale alla banca. Tale certificazione dovrà poi farla caricare sul nuovo dossier intestato a sua moglie. Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti. Cordiali saluti

  18. Buonasera,
    Ho realizzato una minusvalenza coi dei BTP un mese fa’, posso compensarla vendendo entro l’anno un azione che ho in gain?

  19. Buonasera
    Chiedo gentilmente se avere un titolo azionario in portafoglio dichiarato fallito, po’ essere usato per avere delle minusvalenze.
    Buona serata.

    1. Buongiorno Sig. Mario, le minusvalenze fiscalmente detraibili sono esclusivamente quelle generate dalla vendita di titoli in perdita. Non ha senso, ma ad oggi la Normativa non consente di recuperare le perdite derivanti da titoli società fallite.
      Cordiali saluti

  20. Buonasera sig Taccuso, come faccio a calcolare quanti Buoni fruttiferi comprare per compensare 4500 euro di minus ? E soprattutto qual è la procedura? devo dichiarare il mio minus alle poste?

    1. Buongiorno, l’intermediario fa da sostituto d’imposta, di conseguenza in automatico “tiene in memoria” la sua posizione fiscale e le consente di recuperare le minus nell’anno in cui si realizzano e nei quattro successivi. Ciò premesso per recuperare le minus può utilizzare: azioni, etc e Certificates. Con i tassi attuali, prossimi allo zero, non recupererà mai 4.500 Euro acquistando altri Buoni Fruttiferi.

  21. Sig. Taccuso buonasera.
    Ho contattato l’Agenzia delle Entrate per chiedere come recuperare il credito di imposta delle mie minus-valenze (che non posso recuperare in banca).
    Mi hanno suggerito di allegare al mio 730, il modello Redditi PF 2020.
    Ma ho visto che ci sono 3 fascicoli, 1, 2 e 3, ciascuno con varie sezioni.
    Quale dei 3 devo usare da allegare al 730 e quali sezioni dovrò compilare?
    Grazie

    1. Buonasera, dovrebbe rivolgersi ad un commercialisti. Io faccio il consulente finanziario e mi occupo della fiscalità degli strumenti finanziari, ma non di dichiarazione dei redditi. Cordiali saluti

  22. Salve, volevo sapere se avendo delle minusvalenze date da prodotti derivati (azioni comprate su etoro e che quindi risultano essere derivati) queste possono essere compensate da plusvalenze effettuate negli anni successivi. Inoltre volevo sapere in quale dei quadri della dichiarazione dovrei indicare queste minusvalenze effettuate su etoro.

    Grazie mille

    1. Le minusvalenze originatesi in regime dichiarativo possono essere compensate da plusvalenze realizzate in anni successivi su altre banche che applicano il regime dichiarativo. Per tutto ciò che riguarda la compilazione della dichiarazione dei redditi è bene che si rivolga al Suo commercialista.

  23. Buongiorno, se io ho delle minusvalenze con Degiro e delle azioni in guadagno con una banca tradizionale, posso chiedere di passare in regime dichiarativo con la banca, l’anno prossimo vendere in guadagno quelle della banca e co pe sare le minus di Degiro? Grazie mille

    1. Buongiorno Sig. Parmigiani, non è possibile compensare plusvalenze e minusvalenze create con regimi fiscali diversi. Però a fine anno può chiedere alla banca che attualmente applica il regime amministrato di passare al regime dichiarativo. In questo modo nella dichiarazione dei redditi del prossimo anno potrà dare al suo commercialista tutta la documentazione per poter compensare le minusvalenze realizzate tramite Degiro.

  24. Buongiorno,
    ottimo articolo! Ho una semplice domanda, esiste in Italia la cosiddetta “wash sale rule”? Ossia ad esempio vendo un’azione in perdita e la riacquisto subito dopo al solo fine di generare una minusvalenza. La minusvalenza è lecita? (in USA no ma è difficile trovare informazioni per l’Italia). Grazie!

    1. Buongiorno Daniele. è possibile creare una minusvalenza vendendo ad esempio oggi e riacquistando in un giorno diverso. La cosa è perfettamente lecita e si fa in genere quando non si hanno minusvalenze pregresse e si ha, ad esempio, in portafoglio un’azione in guadagno e un titolo in perdita. Per non pagare tasse si vende prima il titolo in perdita e successivamente l’azione in guadagno. In questo modo posso compensare il tutto. Poi l’indomani ricompro il titolo che ho venduto in perdita al solo scopo di generare la minusvalenza.

          1. salve: mi inserisco in questa discussione per chiederle quali sono le date da tener presente per il calcolo della compensazione: fa fede la data dell’operazione di vendita o la quella della valuta? mi è successo di vendere ieri in perdita un titolo per generare minusvalenza da compensare con una operazione di vendita di oggi in guadagno (per un delisting, con valuta oggi): la banca si è rifiutata di portare in compensazione la minus di ieri con la plus di oggi a causa della data “valuta” della vendita che è attribuita a “domani” . E’ davvero così?
            grazie

  25. Buonasera,
    è possibile compensare minusvalenze (derivate da fondi d’investimento) con plusvalenze derivate da criptovalute?

    1. Buongiorno Giuliana, se ha strumenti che replicano l’andamento delle Criptovalute (si chiamano ETP) tali strumenti consentono di recuperare le minusvalenze in quanto producono redditi diversi. Sono strumenti però non acquistabili sulle banche tradizionali ma negoziabili su piattaforme come Fineco.
      Per approfondimenti La invito a contattarmi a info@consulenzavincente.it

  26. Buongiorno,
    premettendo di essere in regime fiscale dichiarativo, mi pare di aver capito che non è possibile, nonostante si tratti di redditi diversi, compensare minus derivanti da azioni con plus derivanti da criptovalute pure (no etp ecc) Corretto?
    La delega fiscale appena approvata prevede l’armonizzazione tra i vari tipi di redditi e delle relative minus e plus. Dunque, quanto sopra, dovrebbe decadere e permettere la compensazione?
    Grazie

    1. La regolamentazione riguardante le criptovalute è, al momento, ancora alquanto nebulosa e presta il fianco ancora a parecchie interpretazioni. Le consiglio pertanto di rivolgersi a degli esperti fiscali in materia.

  27. Buongiorno , se ho capito bene se vendo un titolo azionario “A” su cui ho una minusvalenza di 10.000 e pochi minuti dopo vendo un altro titolo “B” su cui ho una plusvalenza di 9000 non pago capital gain ? Se voglio però tenermi comunque in portafoglio il titolo “A” lo devo necessariamente riacquistare il giorno dopo , rischiando però un aumento di prezzo ?
    Grazie

    1. Buongiorno Domenico, la sua osservazione è corretta! La maggior parte delle banche ormai consente la vendita nello stesso giorno ai fini della compensazione (a patto che prima si venda il titolo in perdita e solo dopo il titolo in guadagno).In altri casi, residuali, è necessario vendere il titolo in guadagno il giorno successivo. E’ chiaro che il titolo che si è venduto solo per creare la minusvalenza va ricomprato almeno il giorno successivo. Ovviamente ciò comporta il rischio di ricomprarlo più alto (ma anche l’opportunità di ricomprarlo più basso).

  28. Buongiorno, ho una minusvalenza derivante dalla vendita di fondi a settembre 2023 pari a 1200 €. Ho nel mio ptf delle azioni in guadagno di circa 4000€ , mi conviene vendere tutti i 4000€ o solo parte del guadagno? É possibile recuperare tutti i 1200€ di Minus o solo in parte? Grazie

    1. Buongiorno Alice, per compensare le minusvalenze dei fondi venduti è sufficiente vendere un numero di azioni tale da recupere l’importo delle minusvalenze. In caso di vendita di tutte le azioni andrebbe a pagare il capital gain del 26% sulla differenza tra (4.000-1.200) quindi su 2.800.

  29. Buongiorno sig Fabrizio, nell’anno 2023 ho plusvalenze di circa €. 14.000 in conto amministrato per gestione di azioni italiane, di cui mensilmente la banca ha detratto il relativo Capital gain. Attualmente nel pacchetto investimenti ho in gestione alcune azioni in positivo ed altre azioni in negativo. Posso recuperare tali plusvalenze procedendo alla vendita delle azioni in negativo per l’importo di €. 14.000 a titolo di compensazione ? Oppure può consigliarmi un metodo alternativo per recuperare tali Capital gain pagati sulle plusvalenze. Grazie per ogni consiglio in merito.

    1. Buongiorno Sig. Natale, una gestione attenta della fiscalità porta sicuramente valore aggiunto, per cui prima di pagare imposte sul capital gain è meglio creare minusvalenze vendendo i titoli in perdita e solo successivamente i titoli in guadagno. Una volta compensato il tutto ed evitata la tassazione può ricomprare i titoli venduti in perdita allo scopo di creare le minus.

  30. Buongiorno, se trasferisco i titoli da una banca che applica il regime amministrato ad un’altra che può applicare il regime dichiarativo, le minusvalenze trasferite possono anch’esse essere utilizzate con la nuova banca in regime dichiarativo?
    Grazie Gianni

    1. Buongiorno Sig. Gianni, è possibile utilizzare le minusvalenze realizzate in un conto deposito in regime amministrato trasformando il conto in regime dichiarativo se l’istituto lo permette (in tale caso la variazione di regime avrà decorrenza dal 01.01 dell’anno successivo), oppure chiudendo il conto deposito in regime amministrato. L’istituto rilascerà la certificazione delle minusvalenze con la relativa data di scadenza (il c.d. zainetto fiscale) che potrà essere utilizzato in dichiarazione dei redditi a compensazione delle plusvalenze.

  31. Buonasera Dott. Taccuso, il mese scorso ho disinvestito dei Fondi da Banca Mediolanum, realizzando una minusvalenza di € 25.000.
    Adesso intendo acquistare un BTP in Banca Intesa Sanpaolo. È possibile compensare la minusvalenza con la plusvalenza che realizzerò con il BTP?
    Grazie.

    1. Buongiorno Sig.ra, per poter compensare le minusvalenze realizzate in Banca Mediolanum in un’altra banca, deve prima chiudere il deposito di Banca Mediolanum. A quel punto chiederà alla banca la certificazione fiscale della Sua posizione e una volta che arriverà il documento con il totale delle minus realizzate lo consegnerà in originale ad Intesa San Paolo.

      1. Grazie Dott.Taccuso,
        per la Sua disponibilità, competenza e celerità nella risposta.
        Complimenti per la Sua grande professionalità.

  32. Salve, ho cumulato nel 2022 circa 15,000 USD di minusvalenze da investimenti negli USA, dove ero residente.
    Posso considerarle per bilanciare le plusvalenze in Italia negli anni successivi?

  33. Buongiorno Dott. Taccuso prima di tutto voglio ringraziarla per una risposta precedente e, sfacciatamente, le pongo un’altra domanda. Se su uno stesso deposito amministrato ho un etf in perdita ed un altro (di altra soc. di gestione) in guadagno posso compensare minusvalenze e plusvalenze vendendo prima l’uno e poi l’altro ? Grazie.

    1. Buongiorno Sig. Domenico, non è possibile compensare plusvalenze e minusvalenze. Gli ETF creano redditi di capitale e, in base alla normativa attualmente in vigore, tali redditi non consentono di compensare minusvalenze che possono essere compensate solo da redditi diversi (derivanti da azioni, obbligazioni, Etf, Etc, ETp).

  34. buongiorno, sono un pensionato che attualmente ho investiti 3 BTP di cui solo uno e’ in plusvalenza: 140000 investiti con valore nominale 142000 attuale. La mia banca mi ha comunicato delle minusvalenze di 3516,11 relative alla vendita di Fondi 2020 che devono essere utilizzate entro 2024. Cosa mi consiglia di fare?
    grazie

  35. Buongiorno Dr. Taccuso,
    Complimenti per la Sua professionalità.
    È possibile compensare e quindi recuperare un addebito per capital gain già avvenuto quest’anno, con una certificazione di minusvalenze da altra banca che mi verrà rilasciata a breve per chiusura rapporti? E se no, è possibile far compensare in dichiarazione dei redditi l’addebito di imposta capital gain già avvenuto, con la suddetta certificazione minusvalenze? Grazie.

  36. Ho minusvalenze per 18.933,15 relative 2018. Come posso recuperarle?
    Ho minusvalenze per 10.248,49 anno 2020
    Avendo plusvalenze su più di un istituto di credito, posso suddividere l’importo sugli stessi?
    Grazie
    Carlo

    1. Buongiorno Sig. Carlo, le minusvalenze possono essere recuperare vendendo strumenti che possono creare redditi diversi, cioè Azioni, Certificates (anche i coupon), Amc, Etc, Etp, Obbligazioni (differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto). Se ha minusvalenze in un istituto e eventuali plusvalenze in un altro, per compensarle basta trasferire i titoli in guadagno nella banca in cui ha le minusvalenze.

  37. Buongiorno.
    Vendo un’azione in perdita alle ore 13,00 di oggi, creando una minusvalenza.
    Se ne vendo un’altra in attivo alle 14,00 di oggi, la compensazione è già valida?
    Grazie

    1. Buongiorno, si certo, a patto che la liquidazione per valuta delle due azioni sia contestuale. Ad esempio se lei vende un titolo azionario in perdita sulla Borsa di Milano (che ha due giorni di valuta) e poi vende dopo un’ora un titolo in guadagno su Wall Street (che ha invece un giorno di valuta) in quel caso non c’è compensazione perchè il titolo in guadagno viene accreditato un giorno prima.

  38. Buongiorno, ho un canto banco posta con portafoglio titoli, ho generato nel 2023 minusvalenze per 4000 euro su fondi investimento bancoposta, come posso recuperarle??ho in portafoglio titoli il btp valore 2030 che genera una cedola trimestrale posso recuperare qualcosa e se si come fare???il consulente postale dice di metterle al 730,il mio fiscalista dice che lo devono fare le poste in automatico per recuperare. Mia dia un cosiglio,Grazie.

    1. Buongiorno Sig. Enzo, il consulente postale non le ha dato una risposta corretta. A meno che lei abbia richiesto espressamente il regime dichiarativo, la Posta fa da sostituto d’imposta, il che significa che tiene in memoria eventuali minusvalenze realizzate nell’anno in cui si verificano e nei quattro anni successivi. Se poi lei realizza successivamente plusvalenze, la Posta gliele compensa e le deduce dalle minusvalenze. Ma attenzione tra strumenti che generano redditi diversi e redditi da capitale. Generano redditi diversi azioni, obbligazioni (solo sulla differenza tra prezzo di acquisto o sottoscrizione e prezzo di vendita o rimborso), Certificates, Etc (materie prime), Etp (cryptoassets). Le cedole derivanti dai BTP creano redditi da capitale che NON COMPENSANO le minusvalenze, cosi’ come non compensano i guadagni su fondi ed Etf. In caso mi contatti direttamente.

  39. Buongiorno, approfitto della sua competenza nel campo. Non mi è chiaro questo: in regime di risparmio amministrato ho già in essere una minusvalenza di 10.000 euro per aver venduto un titolo obbligazionario di uno stato estero in white list, Republic of Austria (aliquota capital gain al 12,50 %) e ho una plusvalenza su un titolo azionario di 16.000 euro (aliquota capital gain al 26%). Non capisco come vengono rapportate le due differenti aliquote e quindi quale sarà l’effettivo calcolo del capital gain in caso di vendita del titolo azionario (se possibile mi può fare l’esempio con il calcolo). Grazie in anticipo per la sua disponibilità

    1. Buongiorno Sig. Franco, la plusvalenza sul titolo azionario compensa la minusvalenza sul titolo di stato austriaco. Tenga però conto che avendo aliquote fiscali diverse (12,50 per il titolo di stato e 26% per le azioni), lei compensa solo una parte della minusvalenza sul titolo di stato (circa la metà).

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