Nuovi record a Wall Street, ma attenzione …

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Nuovi record a Wall Street. I principali indici americani, dall’elezione di Trump sono saliti del 15% in poco meno di quattro mesi, macinando negli ultimi giorni record su record.

Record a Wall Street - grafico S&P 500
Nuovi record a Wall Street – grafico S&P 500

La salita delle ultime settimane, in particolare, sembra più la partenza dello Shuttle da Cape Canaveral, piuttosto che il grafico di un listino azionario. La cosa singolare, è che il rialzo è partito proprio nel momento in cui la maggior parte degli analisti e sedicenti guru avevano previsto, in seguito all’elezione di Trump, un crollo dei mercati.

I nuovi record a Wall Street avvengono  dopo una delle più lunghe fasi di crescita del ciclo economico americano.

L’indice S&P 500 è salito da 666 punto del marzo 2009 a 2.400 dei giorni nostri (+260%). 

La quotazione di Snapchat in settimana è sintomatica della fase di mercato che si sta vivendo. L’enorme liquidità in giro per il mondo è alla ricerca quasi ossessiva di nuove tematiche di investimento. Il titolo ha fatto un balzo del 40% sul valore di collocamento. Ha esordito con una capitalizzazione di 34 mld, pari a 3 volte il valore di Twitter e di Whatsapp.

Non c’è dubbio sul fatto che tutto ciò sia dovuto alle politiche monetarie ultra espansive delle Banche Centrali. Dal 2009 ad oggi hanno immesso nuova liquidità per una cifra compresa tra i 10 mila ed i 12 mila mld di dollari. Tale cifra è stata impiegata interamente nell’acquisto di bond. Il rialzo dei mercati ha generato un plus valore pari a circa 40 mila mld. Nel frattempo il debito pubblico complessivo mondiale è cresciuto di circa 15 mila mld. E’ evidente che le condizioni di tassi vicini allo zero (e spesso negativi) hanno favorito uno spostamento della liquidità da parte degli investitori istituzionali, tra cui i fondi pensione, a favore dei mercati azionari.

Diversi fattori, riguardanti la sostenibilità del trend in atto, invitano alla cautela:

  • I tassi negli Usa sono al rialzo. La Fed, molto probabilmente a Marzo alzerà i tassi e nei prossimi mesi seguiranno ulteriori rialzi. Questo storicamente si è rivelato un elemento negativo per i mercati azionari. I grandi fondi pensione e le compagnie assicurative, ad esempio, torneranno ad investire sui mercati obbligazionari, drenando progressivamente liquidità che è stato il carburante del rialzo dell’azionario in questi anni.
  • Il PE (price/earning) è decisamente superiore alla media storica dell’azionario. Più in generale i dati fondamentali sono giustificabili soltanto in presenza di un futuro a dir poco roseo. Quindi sono vulnerabili ad eventuali notizie o fatti imprevisti.
  • Riuscirà concretamente Trump a mantenere le promesse fatte in campagna elettorale?
  • Da un punto di vista grafico i principali indici sono vicini, già ora, a livelli che rappresentavano il target del 2017. Questo pone diversi interrogativi sulla sostenibilità nel tempo del trend in atto. Molti analisti sostengono che i nuovi record a Wall Street potrebbero costituire dei top destinati a rimanere tali per molto tempo.
  • Le elezioni politiche in programma a breve in Francia che potrebbero minare i fragili equilibri europei.

Non ha senso formulare previsioni. Del resto il 2016 ha clamorosamente smentito le previsioni formulate prima di Brexit, l’elezione di Trump ed il referendum di dicembre in Italia.

Il compito di un buon consulente finanziario indipendente è seguire i mercati e scegliere le soluzioni di investimento più efficienti   adatte alle esigenze dei clienti. E’ importante però valutare il corretto rapporto rischio/rendimento sui mercati.

E quando la probabilità di ulteriori guadagni è inferiore rispetto al rischio derivante da potenziali discese, il buonsenso invita alla prudenza.

Ciascuno è libero di scegliere la tattica e la strategia che preferisce. Noi di Consulenza Vincente pensiamo che talvolta sia meglio perdere un treno piuttosto che rischiare di perdere soldi.

 

 

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