Pensione integrativa, l’importanza di partire per tempo. Il mio contributo su Plus 24.

da | Giu 29, 2020 | Pianificazione finanziaria | 0 commenti

La pensione integrativa è una forma di risparmio pensionistico che va ad aggiungersi alla pensione erogata dall’INPS.

La pensione integrativa ha lo scopo di garantire risorse sufficienti per mantenere un tenore di vita adeguato durante la pensione.

Si tratta quindi di una forma di Previdenza Complementare. Il tema relativo alla pianificazione previdenziale sta diventando sempre più importante e strategico. E’ un argomento di utilità sociale a me molto caro e per questo  sono stato intervistato nell’ultimo numero di Plus 24, in cui si è parlato appunto di Fondi pensione.

Costruire autonomamente una pensione integrativa sarà imprescindibile per ognuno di noi.

Pensione integrativa, l'importanza di partire per tempo

Pensione integrativa, l’importanza di partire per tempo

Secondo una recente ricerca di Ania in Italia:

  •  il 53% della popolazione italiana non ha attivato una forma di previdenza complementare (vs il 43% della media europea);
  •  entro il 2050 il rapporto della popolazione con età superiore ai 65 anni rispetto alla popolazione attiva (15-64 anni) passerà da un attuale 1 a 3 a 2 a 3 (circa 20m di over 65 su 30m di persone attive);
  •  nel 2018 gli italiani hanno speso 107 miliardi di euro in giochi e lotterie contro i soli 16,2 miliardi di euro di contributi versati nelle diverse forme di previdenza complementare.

Il sistema previdenziale pubblico é dunque caratterizzato da un forte squilibrio tra entrate ed uscite a seguito di:

  • calo delle nascite;
  • significativo invecchiamento della popolazione;
  • aumento dell’aspettativa di vita;

Costruirsi una pensione integrativa è diventato urgente con il passaggio dal regime retributivo al regime contributivo. In pratica la tua pensione sarà basata su:

  • importo dei contributi versati durante la tua vita lavorativa;
  • continuità della carriera lavorativa.

A quanto ammonterà la pensione?

Al momento della liquidazione della pensione, il montante contributivo individuale con sistema contributivo viene moltiplicato per il coefficiente di trasformazione, che aumenta proporzionalmente all’aumentare dell’età di pensionamento. I coefficienti, dopo la Riforma Fornero, vengono aggiornati ogni triennio, in corrispondenza dello scatto degli adeguamenti alla speranza di vita.

Esemplificando, ai fini del calcolo occorre:

  • individuare la retribuzione annua dei lavoratori dipendenti o i redditi conseguiti dai lavoratori autonomi e para-subordinati;
  • calcolare i contributi di ogni anno sulla base dell’aliquota vigente;
  • applicare al montante contributivo il coefficiente di trasformazione.

Le pensioni liquidate con il sistema contributivo, a parità di contributi e retribuzione sono di importo inferiore rispetto a quelle liquidate con il sistema retributivo.

Ciò significa che i lavoratori più giovani saranno penalizzati rispetto ai genitori, ragione per cui dovranno tutelarsi versando, prima possibile.

Tra le varie forme ricordiamo:

  • Fondi aperti, in cui l’adesione è aperta a tutti coloro che intendono costruirsi una pensione integrativa rispetto a quella di base. Sono istituiti da banche, assicurazioni, SGR (società di gestione del risparmio) e SIM (società di gestione immobiliare).
  • PIP (Piani Individuali Pensionistici) sono forme pensionistiche complementari individuali rivolte a tutti coloro che, indipendentemente dalla propria situazione lavorativa, intendono costruirsi una rendita integrativa e sono istituiti da compagnie assicurative.
  • Fondi chiusi (o negoziali) in cui l’adesione è riservata a specifiche categorie di lavoratori (ad es. metalmeccanici, avvocati ecc,) e sono istituiti sulla base di accordi tra le organizzazioni sindacali e imprenditoriali.

Come scegliere la forma di Previdenza Complementare migliore?

Nella scelta degli strumenti di previdenza complementare la “variabile costi” è la voce più importante da analizzare, soprattutto in uno scenario di mercato in cui i rendimenti dei bond sono a zero.

In un orizzonte di medio e lungo termine una differenza di 1-2% di costi l’anno può determinare un rendita finale aumentata o decurtata anche di un 30-40%.

Come ho dichiarato nell’intervista a Plus 24 meglio scegliere un fondo pensione aperto. Oggi ci sono soluzioni molto competitive con commissioni sotto l’1% a fronte di Pip che sfiorano il 3-4%. Nel lungo termine si tratta di differenze abissali.

Il risparmio in una forma pensionistica integrativa è molto flessibile, con un’ampia libertà di scelta non solo in fase di adesione ma anche durante quella di accumulo. Una volta scelto il fondo pensione è possibile cambiarlo in un momento successivo, trasferendo quanto accumulato in un altro fondo, con il solo limite di due anni di permanenza in quello originario. Oppure è possibile modificare il comparto di gestione all’interno della stessa forma pensionistica.

A beneficio soprattutto delle nuove generazioni va precisato che il fattore tempo è fondamentale, anche con piccole cifre.

Può risultare strano pensare alla pensione quando si è giovani. Ma il fattore tempo è il nostro più grande alleato, perché prima si comincia ad accantonare qualcosa in vista della pensione integrativa, più si versa e più si accumula, andando così ad alzare l’importo dell’assegno complementare.

Più anni di partecipazione in un fondo pensione significano più contributi accumulati e, soprattutto, uno sforzo minimo per ottenere degli ottimi risultati. 

Infatti la capitalizzazione composta gioca un ruolo decisivo. Si tratta di un meccanismo in cui gli interessi generati a seguito dell’investimento di un capitale generano essi stessi degli interessi. In un orizzonte temporale di lungo periodo ciò genera una crescita esponenziale del capitale investito.

In sintesi la tua pensione INPS è soggetta alle oscillazioni di carattere economico, politico e demografico che, nel lungo termine, potrebbero fare una bella differenza.

Attualmente, il tasso di sostituzione medio, ossia il rapporto in termini percentuali tra la prima rendita pensionistica e l’ultimo reddito percepito è tra il 60% e il 70%.

Ma in futuro è destinato a scendere ulteriormente. Fai bene i tuoi conti…

Spero di averti aiutato a capire l’importanza di iniziare a versare quanto prima nella pensione integrativa. Rimango a tua disposizione per aiutarti a definire la strategia pensionistica più adatta a te. 

Fabrizio Taccuso

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