Previdenza integrativa, perché è importante pensarci per tempo

da | Dic 22, 2017 | Pianificazione finanziaria | 0 commenti

La Previdenza integrativa è il secondo pilastro del sistema pensionistico e ha lo scopo di integrare la previdenza obbligatoria.

Quello legato alla Previdenza integrativa é certamente uno dei problemi principali a cui ogni italiano deve far fronte già oggi. E lo sarà ancora di più in futuro. In venti anni è più che raddoppiato l’indicatore che misura la preoccupazione di non riuscire ad affrontare serenamente la vecchiaia. Ciò ha contraddetto una delle conquiste del XX secolo, ossia la prospettiva di una terza età nella quale fosse possibile mantenere il tenore di vita dell’età attiva. A seguito del deficit dell’Inps, dell’aumento dell’aspettative di vita e dell’ingresso ritardato delle nuove generazioni nel mondo del lavoro, il sistema pensionistico è stato profondamente modificato:

  • è stata innalzata l’età richiesta per andare in pensione;
  • è stata aumentata l’anzianità contributiva minima.

 L’importo della pensione viene collegato a:

  • totale dei contributi versati durante la vita lavorativa;
  • crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL);
  • durata media del periodo di pagamento della pensione (la cosiddetta “speranza di vita” al momento del pensionamento;
  • tasso di inflazione.

Ecco perché le nuove pensioni saranno via via più basse in rapporto all’ultima retribuzione percepita.

Previdenza integrativa

Previdenza integrativa

E’ fondamentale che tu conosca il tasso di sostituzione, ossia il rapporto tra la prima rata che riscuoterai quando andrai in pensione e l’ultimo stipendio percepito.

Questo consente di valutare se la pensione potrà garantirti un futuro adeguato o meno. Per dare solo un’idea un lavoratore che oggi ha 40 anni andrà in pensione con un tasso di sostituzione del 70% se si tratta di un lavoratore dipendente e meno del 50% se si tratta di un lavoratore autonomo.

Aderire alla Previdenza complementare significa accantonare una parte dei tuoi risparmi durante la vita lavorativa per ottenere una pensione che aggiungerai a quella corrisposta dalla Previdenza obbligatoria.

La Previdenza complementare rappresenta un’opportunità di risparmio a cui lo Stato riconosce agevolazioni fiscali. La deduzione fiscale è possibile anche quando effettui versamenti a favore di familiari che sono a tuo carico. Puoi dedurre ogni anno dal tuo reddito imponibile una somma sino a 5.164 euro.

Su cosa si basa la Previdenza integrativa?

Essa si fonda sul cosiddetto regime della contribuzione definita; pertanto, la somma che è stata accantonata per la pensione, cioè la propria posizione individuale, dipende da:

  • importo dei contributi versati alla forma pensionistica complementare;
  • lunghezza del periodo di versamento; 
  • dai rendimenti ottenuti con l’investimento sui mercati dei contributi versati.

In un precedente articolo abbiamo trattato le diverse tipologia di forma pensionistica complementare che sono:

Per quanto riguarda la fase della contribuzione, nel caso del lavoratore autonomo il versamento è costituito esclusivamente dal suo contributo. Nel caso del lavoratore dipendente la contribuzione è formata da:

  • la quota di TFR futuro, cioè quella che matura dal momento in cui si aderisce alla forma pensionistica;
  • il contributo del lavoratore e del suo datore di lavoro, a condizione di aver aderito in forma collettiva;
  • il TFR “maturato” previo accordo col datore di lavoro.

Al raggiungimento del requisiti per la pensione obbligatoria ed a condizione che si possa far valere almeno cinque anni di partecipazione alla previdenza complementare, è possibile trasformare la posizione individuali in rendita. Quest’ultima rappresenta la pensione complementare che può essere reversibile sia al coniuge che ad altra persona che si vuole designare. E’ anche possibile optare per la liquidazione della pensione in un’unica soluzione anche interamente, ma limitatamente ai casi specifici previsti dalla normativa. Le prestazioni sono tassate con aliquota massima del 15% e minima del 9%.

Per quanto riguarda le somme versate nella Previdenza integrativa sono ammesse anticipazioni:

  • per spese sanitarie in qualsiasi momento sino al 75% dell’importo maturato;
  • acquisto e ristrutturazione della prima casa per sé o per i figli dopo 8 anni dall’iscrizione sempre sino al 75% dell’importo maturato ma con tassazione ad aliquota fissa del 23%;
  • ulteriori esigenze dell’aderente richiedibili dopo 8 anni dall’iscrizione.

 Relativamente alle forme di riscatto consentite è previsto:

  • riscatto totale 100% della posizione maturata in caso di premorienza, invalidità permanente che comporti la riduzione della capacità di lavoro a meno di un terzo, cessazione dell’attività lavorativa con inoccupazione superiore a 48 mesi;
  • parziale al 50% della posizione individuale maturata con conseguente inoccupazione per un periodo di tempo compreso tra 12 e 48 mesi, procedura di mobilità, cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria;
  • riscatto totale per perdita dei requisiti in caso di cessazione dell’attività lavorativa avvenuta tramite accordo collettivo.

Preciso che l’adesione al fondo pensione non è vincolante. Per assicurare la massima competitività e trasparenza nel mercato e quindi agevolare gli aderenti, il legislatore permette la trasferibilità tra fondi pensione. E’ possibile infatti trasferire la propria posizione previdenziale da un fondo ad un altro purché siano decorsi almeno due anni dalla data di adesione ovvero dell’ultimo trasferimento. Questo passaggio a livello fiscale è neutrale, ossia non subisce alcuna tassazione.

E’ anche possibile, e spesso consigliabile, aderire contemporaneamente a più fondi pensione

Ti invito a contattarmi per valutare insieme la soluzione ottimale per te. Consulenza Vincente è molto sensibile a questo argomento.

La previdenza integrativa rappresenta uno dei passaggi strategici che riguardano la tua pianificazione finanziaria. E soprattutto il tuo futuro…

Fabrizio Taccuso  

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L'importanza della previdenza integrativa

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