Tassi reali e il nemico invisibile: l’inflazione

da | Lug 28, 2021 | Attualità e Mercati | 0 commenti

I tassi reali sono il risultato della differenza tra i tassi nominali espressi dal mercato e l’inflazione ufficiale.

Tassi reali = tassi di interesse nominali – inflazione

Il tasso di interesse nominale è il tasso effettivamente concordato e pagato. E’ il tasso che paghi sul mutuo della tua casa o il rendimento che ricevi dai tuoi depositi. Se hai un mutuo paghi il tasso nominale, se investi lo ricevi

Per farti capire cosa significhi l’inflazione ti faccio un esempio. Ammettiamo che un cittadino americano nel 2008, in piena crisi subprime, scosso dalla paura provocata dai mercati, avesse deciso di mettere 100 mila dollari tutti in liquidità sul conto corrente.

Che cosa ne sarebbe adesso di quella cifra e soprattutto che valore avrebbe in termini reali?

Considerato un tasso di inflazione medio effettivo annuo dell’1,6%, in 13 anni il potere di acquisto di 100 mila dollari del 2008, corrisponderebbe ad oggi a circa 81 mila dollari.

Da un punto di vista nominale il risparmiatore in questione avrebbe ancora 100 mila dollari (il conto corrente non è più remunerato ed in più dovresti aggiungere eventuali spese di tenuta conto). Ma nella pratica il suo potere di acquisto sarebbe diminuito nel corso degli anni di almeno il 19%.

Diverso il discorso se lo stesso risparmiatore avesse investito la propria liquidità in uno strumento utile a proteggere dall’inflazione. Ad esempio, un bond Usa a dieci anni avrebbe lasciato invariato o addirittura aumentato il valore reale dei 100 mila dollari.

In termini tecnici ciò sarebbe stato possibile fino a pochi mesi fa, in quanto i tassi reali a dieci anni erano sopra lo zero.

Tassi reali a 10 anni

Tassi reali a 10 anni

Nel grafico puoi osservare come i tassi reali a 10 anni, storicamente, siano stati ben al di sopra dello zero. Nel tempo hanno consentito un mantenimento o addirittura un apprezzamento del potere di acquisto. Sono stati pochi i casi negli ultimi 70 anni in cui i tassi reali dei bond a dieci anni sono stati negativi. In quei contesti non è stato possibile preservare il potere reale del patrimonio attraverso l’acquisto di titoli di stato a lunga scadenza.

Gli anni ’70 sono stati un’eccezione, perché ad un’inflazione elevata non sono corrisposti tassi altrettanto elevati a causa di un’economia in stagnazione. Gli immobili furono l’unico asset in grado di dare risultati davvero positivi, in termini di tutela del patrimonio, mentre i mercati azionari soffrirono a causa della stagnazione. Fecero eccezione le società più patrimonializzate, come banche e assicurazioni, la cui struttura era ben diversa rispetto ai giorni nostri.

Oggi i tassi reali negativi non sembrano più un’eccezione, bensì una costante.

Tassi reali negativi

Tassi reali negativi

 

Non solo i tassi reali oggi sono negativi (vedi grafico), ma l’inflazione media attesa per i prossimi 5 anni sembra ben al di sopra della soglia media dell’1,6% degli ultimi 13 anni. Le aspettative di inflazione infatti ci dicono che il tasso dovrebbe essere compreso tra il 2,30 e il 2,50%. Senza considerare che il tasso rilevato negli ultimi tre mesi si attesta poco sopra il 5%.

Hai un’idea di quanto si possa svalutare, in termine di potere d’acquisto, il tuo portafoglio se è investito solo in liquidità?

Tassi Usa a 10 anni

Tassi Usa a 10 anni

 

A  fronte di un’inflazione attesa del 2,3% i tassi nominali sul Bond decennale Usa sono scesi all’1,30%. A questi livelli le probabilità di erosione del potere di acquisto sono molto elevate, anche investendo la liquidità in un titolo obbligazionario ad alto rating a 10 anni. Qualora il livello di inflazione fosse ben superiore al livello previsto gli scenari sarebbero addirittura catastrofici. Per quanto riguarda i titoli di stato europei, i rendimenti nominali sono addirittura già negativi.

Come difendere quindi oggi un patrimonio dalla svalutazione reale? Perché oggi ci troviamo in una fase di tassi reali negativi?

Il mercato, ma soprattutto il sistema, non può permettersi tassi alti, nonostante l’inflazione elevata, a causa di un livello di debito ormai fuori controllo. Da tempo rappresenta una zavorra per la crescita reale. Tassi reali a zero o addirittura positivi renderebbero insostenibile il debito attuale, rischiando di farlo implodere.

Rapporto debito pubblico PIL

Rapporto debito pubblico PIL

 

Nella tabella puoi notare il livello di debito pubblico raggiunto dai principali paesi rispetto al Pil. A ciò va aggiunto il debito privato che è ancora più elevato. Un aumento di un punto dei tassi di interesse, comporterebbe un aggravio sul Pil difficilmente recuperabile da una crescita reale.

Ad esempio, il Giappone, per recuperare un punto di maggiori tassi (reali), dovrebbe crescere in termini di Pil reale di almeno il 2,6. Gli effetti sarebbero devastanti sul debito privato, se consideriamo i mutui e i consumi in generale. Tutto ciò affosserebbe ulteriormente potenzialità di crescita.

Da qui la volontà delle Banche Centrali di tenere i tassi reali su livelli sempre più negativi, attraverso politiche monetarie più evolute e aggressive, basate su acquisti di titoli di stato sul mercato. Ciò dovrebbe comportare la svalutazione del debito.

Ecco che investire comprando debito (obbligazioni a tasso fisso o indicizzato) non sarà certamente la strada migliore per difendere e proteggere il tuo patrimonio in termini reali. E’ necessaria una maggior diversificazione, per valorizzare e proteggere il tuo patrimonio, valutando soluzioni che esamineremo nel prossimo episodio. Alla prossima.

Fabrizio Taccuso

 

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I tassi reali e il nemico invisibile

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