Tassi reali: cosa sono e qual è la relazione con l’inflazione

Che cosa sono i tassi reali e che differenza c'è con i tassi d'interesse nominali? Qual è la relazione tra tassi reali e inflazione?

Cosa trovi in questo post:

Che cosa sono i tassi reali?

I tassi reali sono il risultato della differenza tra i tassi nominali espressi dal mercato e l’inflazione ufficiale.

Tassi reali = tassi di interesse nominali – inflazione

Il tasso di interesse nominale è il tasso effettivamente concordato e pagato. E’ il tasso che paghi sul mutuo della tua casa o il rendimento che ricevi dai tuoi depositi. Se hai un mutuo paghi il tasso nominale, se investi lo ricevi.

Per farti capire cosa significhi l’inflazione ti faccio un esempio. Ammettiamo che un cittadino americano nel 2008, in piena crisi subprime, scosso dalla paura provocata dai mercati, avesse deciso di mettere 100 mila dollari tutti in liquidità sul conto corrente.

Che cosa ne sarebbe adesso di quella cifra?

Considerato un tasso di inflazione medio effettivo annuo dell’1,6%, in 13 anni il potere di acquisto di 100 mila dollari del 2008, corrisponderebbe ad oggi a circa 81 mila dollari.

Da un punto di vista nominale il risparmiatore in questione avrebbe ancora 100 mila dollari (il conto corrente non è più remunerato ed in più dovresti aggiungere eventuali spese di tenuta conto). Ma nella pratica il suo potere di acquisto sarebbe diminuito nel corso degli anni di almeno il 19%.

Diverso il discorso se lo stesso risparmiatore avesse investito la propria liquidità in uno strumento utile a proteggere dall’inflazione. Ad esempio, un bond Usa a dieci anni avrebbe lasciato invariato o addirittura aumentato il valore reale dei 100 mila dollari.

In termini tecnici ciò sarebbe stato possibile fino a pochi mesi fa, in quanto i tassi reali a dieci anni erano sopra lo zero.

Tasso reale a dieci anni

Nel grafico puoi osservare come i tassi reali a 10 anni, storicamente, siano stati ben al di sopra dello zero. Nel tempo hanno consentito un mantenimento o addirittura un apprezzamento del potere di acquisto. Sono stati pochi i casi negli ultimi 70 anni in cui i tassi reali dei bond a dieci anni sono stati negativi. In quei contesti non è stato possibile preservare il potere reale del patrimonio attraverso l’acquisto di titoli di stato a lunga scadenza.

Tassi reali nel lungo periodo

Gli anni ’70 sono stati un’eccezione, perché ad un’inflazione elevata non sono corrisposti tassi altrettanto elevati a causa di un’economia in stagnazione. Gli immobili furono l’unico asset in grado di dare risultati davvero positivi, in termini di tutela del patrimonio, mentre i mercati azionari soffrirono a causa della stagnazione. Fecero eccezione le società più patrimonializzate, come banche e assicurazioni, la cui struttura era ben diversa rispetto ai giorni nostri.

Oggi i tassi reali negativi non sembrano più un’eccezione, bensì una costante.

Non solo i tassi reali oggi sono negativi (vedi grafico), ma l’inflazione media attesa per i prossimi 5 anni sembra ben al di sopra della soglia media dell’1,6% degli ultimi 13 anni. Le aspettative di inflazione infatti ci dicono che il tasso dovrebbe essere compreso tra il 2,30 e il 2,50%. Senza considerare che il tasso rilevato negli ultimi tre mesi si attesta poco sopra il 5%.

Hai un’idea di quanto si possa svalutare, in termine di potere d’acquisto, il tuo portafoglio se è investito solo in liquidità?

La situazione un anno fa

A fronte di un’inflazione attesa del 2,3% i tassi nominali sul Bond decennale Usa sono scesi all’1,30%. A questi livelli le probabilità di erosione del potere di acquisto sono molto elevate, anche investendo la liquidità in un titolo obbligazionario ad alto rating a 10 anni. Qualora il livello di inflazione fosse ben superiore al livello previsto gli scenari sarebbero addirittura catastrofici. Per quanto riguarda i titoli di stato europei, i rendimenti nominali sono addirittura già negativi.

A distanza di un anno l’investimento in Bond dato il realizzarsi di un’inflazione superiore a quanto atteso 12 mesi fa, si è rivelato devastante, con perdite superiori al 10%.

Come difendere oggi un patrimonio dalla svalutazione reale? 

Perché oggi ci troviamo in una fase di tassi reali negativi? Il mercato, ma soprattutto il sistema, non può permettersi tassi alti, nonostante l’inflazione elevata, a causa di un livello di debito ormai fuori controllo. Da tempo rappresenta una zavorra per la crescita reale. Tassi reali a zero o addirittura positivi renderebbero insostenibile il debito attuale, rischiando di farlo implodere.

Rapporto debito pubblico PIL
Rapporto debito pubblico PIL

Nella tabella puoi notare il livello di debito pubblico raggiunto dai principali paesi rispetto al Pil. A ciò va aggiunto il debito privato che è ancora più elevato. Un aumento di un punto dei tassi di interesse, comporterebbe un aggravio sul Pil difficilmente recuperabile da una crescita reale.

Ad esempio, il Giappone, per recuperare un punto di maggiori tassi (reali), dovrebbe crescere in termini di Pil reale di almeno il 2,6. Gli effetti sarebbero devastanti sul debito privato, se consideriamo i mutui e i consumi in generale. Tutto ciò affosserebbe ulteriormente potenzialità di crescita.

Da qui la volontà delle Banche Centrali di tenere i tassi reali su livelli sempre più negativi, attraverso politiche monetarie più evolute e aggressive, basate su acquisti di titoli di stato sul mercato. Ciò dovrebbe comportare la svalutazione del debito.

Ecco che investire comprando debito (obbligazioni a tasso fisso o indicizzato) non sarà certamente la strada migliore per difendere e proteggere il tuo patrimonio in termini reali. E’ necessaria una maggior diversificazione, per valorizzare e proteggere il tuo patrimonio, valutando soluzioni che esamineremo nel prossimo episodio. Alla prossima.

Fabrizio Taccuso | Consulenza Vincente

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